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Tutti i false flag dell'attentato con il camion di Nizza

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Mohamed Lahouaiej Bouhlel, questo è il nome del trentunenne di origine tunisina che ieri sera era alla guida del camion con il quale ha ucciso ottantaquattro persone sulla Promenade Des Anglais del lungomare di Nizza. L’uomo è stato identificato grazie alla comparazione delle impronte digitali dal momento che Bouhlel aveva qualche piccolo precedente per reati contro il patrimonio, violenza privata (contro la moglie) e di tossicodipendenza. Nel veicolo sono stati trovati anche un telefono cellulare, un bancomat e una patente ed un altro documento d’identità del quale non sono ancora stati resi noti ulteriori dettagli. Al momento si sa solo che il mezzo era stato noleggiato un paio di giorni fa ma non è chiaro se l’attentatore avesse dei complici.
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Ci sono dei video, le persone non sono morte, è un false flag!

A bloccare il killer sono state tre persone: l’uomo “è stato neutralizzato da un uomo e due poliziotti”, uno dei quali è una donna, come ha raccontato a radio Europe 1 il presidente del Dipartimento delle Alpi Marittime Eric Ciotti. “Una persona è saltata sul camion per tentare di fermarlo – ha detto Ciotti -. È a quel momento che la polizia è stata in grado di neutralizzare questo terrorista”. Al momento non sappiamo nemmeno se l’attentatore – che pare abbia tre figli, stesse divorziando dalla moglie e avesse problemi di denaro – abbia agito di sua iniziativa o fosse affiliato ad organizzazioni terroristiche come il gruppo Stato Islamico. Ciononostante però gli analisti di pixel laureati in tattiche di anti-terrorismo su YouTube si sono già messi all’opera. E così fin dalle prime ore del mattino Rosario Marcianò ha iniziato a suggerirci la verità su quello che è successo a Nizza ieri notte. Scrive il più grande esperto mondiale di cose che esistono solo nella sua mente che la meccanica dell’attentato è solo l’ennesimo false flag la cui meccanica è ormai nota. Le immagini diffuse dai media sono infatti sfocate, forse proprio per impedire di analizzare i pixel ingrandendoli come fanno su CSI.

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È morta una bambina: LOL

Marcianò lamenta il fatto che non sono stati resi pubblici filmanti che ci facciano vedere come il camion ha investito, schiacciato e ucciso quelle ottantaquattro persone. Non è quindi possibile credere alla versione ufficiale, come per il caso del Bataclan i morti quindi non sono morti davvero, si tratta ovviamente di figuranti, attori pagati per impersonare le vittime degli attentati terroristici.
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Altro dettaglio che non torna, i fori di proiettile (grandi come ossi buchi!) sono tutti sul lato del passeggero dell’abitacolo del camion, come mai? Certo, sparare ad un mezzo in corsa che viaggia ad una velocità tra i 60 e gli 80 km orari, magari non da posizione frontale, non è proprio una cosa semplice, e non sappiamo nemmeno in quale momento della corsa omicida di Mohamed Lahouaiej Bouhlel sono stati esplosi i colpi d’arma da fuoco contro il parabrezza del camion. Anzi a ben guardare il filmato si vede chiaramente che quando gli agenti sparano contro il mezzo lo fanno quando il camion è fermo, da bordo strada, dal lato del passeggero, sparando verso l’interno dell’abitacolo. Quindi non si può assolutamente dire che gli agenti hanno sparato sul lato “sbagliato” del parabrezza perché i proiettili non stavano penetrando perpendicolarmente al vetro. Ma questo Marcianò, vero genio della fisica, non lo sa.
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Sono già spuntati i soliti furbacchioni (quelli che scrivono su Lo Sai o su Informare X Resistere) che si chiedono come mai un attentatore va a fare un attentato con i documenti in tasca. La risposta è sempre la stessa: cosa succederebbe se venisse fermato e non li avesse? Ed infatti pare – ma non è una notizia certa – che Bouhlel sia stato fermato dalla polizia mentre attendeva in sosta con il suo camion.
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Nei commenti spunta anche l’analisi di una signora, che si è chiesta “non sarebbe molto più economico [per il NWO ndr] organizzare un vero attentato semplicemente pagando un kamikaze?”. Ebbene signori, non ci crederete ma la signora ha capito che si tratta di un doppio gioco nel doppio gioco perché il NWO vuole confonderci e non farci capire più chi è il nemico. Ecco perché i false flag sono così evidenti. Certo, il fatto che praticamente qualsiasi attentato sia stato definito un false flag non aiuta molto questo ragionamento.

Già si comincia a parlare, anche giustamente, di simulazioni per l’attentato di #Nizza. Si tratterebbe di evidenze abbastanza maldestre. Ora mi chiedo, supponiamo che sia veramente un altro “false flag”: perché organizzare tutte queste simulazioni, tarocche e costosissime, quando sarebbe molto facile ed economico, per loro, organizzare un vero attentato semplicemente pagando un kamikaze? La risposta che mi sono data, nell’ottica del doppio gioco nel doppio gioco, che deve essere considerato come strategia utilizzata dai servizi segreti e dai criminali delle varie fazioni, più o meno in conflitto e/o collaborazione, è che la discussione di popolo che si innesca diventa un’arma di distrazione di massa e strumento di confusione. E’ evidente che VOGLIONO far nascere dubbi sulla veridicità degli attentati. Così non capisci più chi è il nemico, non capisci più cosa sta succedendo. E non parli più dei problemi, masse di persone sono impegnate per ore e ore a parlare di dettagli di questi attentati, che sono caratterizzati da indizi di “false flag” fin troppo evidenti, troppo maldestri e quindi sospetti di volontà. L’attentato serve sì per giustificare restrizioni di libertà, ma il “false flag” serve anche per farti credere che gli islamici non sono nemici, ma sono vittime e sono brave persone. E quindi non devi preoccuparti se c’è un’invasione di islamici. Queste operazioni, così poco “professionali” gli consentono di ottenere un doppio risultato utile per i loro scopi, perché coesisteranno l’effetto repressivo dell’attentato e l’effetto di delegittimazione di allarme di invasione islamica del false flag.

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Marcianò era il vero obiettivo

A questo punto anche io mi sento in dovere di fare un’ipotesi. Secondo me il vero obiettivo era Rosario Marcianò, Nizza e Sanremo (città dove risiede il Geometer) distano poco più di una cinquantina di chilometri. Cosa sarebbe successo se il camion bianco (senza insegne proprio come gli aerei delle scie chimiche) si fosse schiantato a tutta velocità contro la palazzina dove risiede il gran visir dei complottisti italiani? C’è da aver paura.
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Cui Prodest?

Fausto Sorini invece si chiede provocatoriamente “a chi giova?”, chi ha interesse a creare oggi nel mondo un clima di terrore? Ma gli USA naturalmente, infatti ci arriva pure Giuseppe Bilanzone che invita tutti a meditare su queste strane coincidenze. Alla fine gli Stati Uniti non stanno facendo altro che cercare un pretesto per scatenare la terza guerra mondiale. Fortuna che c’è Fausto from the Internet a spiegarci che un ex-agente della CIA (del resto ce n’è uno in ogni bar) ci ha rivelato il piano imperialista americano per il controllo globale.
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Dio dove sei?

Ma la domanda giusta se la fa come sempre Giuseppe Povia, che invece che chiedersi chi comanda il mondo (del resto lo ha già detto nella sua canzone) si chiede dove sia Dio. Ma alla fine lo assolve, perché la colpa “è la nostra indifferenza” e soprattutto il fatto che invece che combattere il potere (ovvero chi arma la mano dei terroristi) ci spinge a pensare ad altre priorità. Cose come legalizzare la cannabis, le unioni gay, aprire le moschee, far entrare chiunque, chiedere scontrini, far fuori i furbetti di cartellini, fare riforme e tagliare la spesa pubblica. Ma alla sicurezza non ci pensa nessuno. Sarà anche qui colpa del binario unico?