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«Tiziano Renzi? Io non l'ho mai incontrato»

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Alfredo Romeo, tornato libero da qualche giorno per decisione del tribunale del Riesame, ha rilasciato oggi una lunga intervista a Conchita Sannino e Dario Del Porto di Repubblica in cui parla delle accuse sul caso CONSIP negando in pratica ogni addebito che lo riguarda e anche gli incontri con Tiziano Renzi di cui aveva anche parlato a un amico.

Nel caso Consip c’è molto altro. Lei ha fatto una cena con Tiziano Renzi, il padre dell’ex premier, e secondo i pm ha promesso soldi.
«Non ho mai cenato con Tiziano Renzi, né l’ho cercato. Oddio, se lui volesse conoscermi non avrei difficoltà a incontrarlo. Un signore che può raccontarmi dei suoi pellegrinaggi o di com’era il suo figliolo quando era scout. Che ci sarebbe di male?».
Ma lei raccontò della cena con Renzi senior ad Alfredo Mazzei, per i pm attendibile teste, il professionista che poi lo rivelò a Repubblica.
«Su Mazzei, direi alla toscana, che ha preso fischi per fiaschi».
Sono “fischi per fiaschi” anche gli appunti “30mila per T.”: il pizzino che si ritiene scritto nel suo ufficio?
«Quello che lei chiama pizzino è qualcosa che non so cosa sia, che io e i miei legali non abbiamo mai visto, se non in una strana copia chissà dove e come ricostruita. Io prendo appunti solo per scrivere poesie, che non pubblicherò. In genere trattano della invidia e della meschineria. O della violenza proterva e gratuita».

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Le procure e il caso Consip (Il Messaggero, 6 marzo 2017)

Lei non riusciva a incontrare il leader Pd Matteo, e fece di tutto per agganciare il padre. Non è così?
«Le ho già risposto».
Perché allora dialogare e ospitare a Napoli Carlo Russo, presunto faccendiere toscano amico di Renzi senior, se non per arrivare a Tiziano?
«Incontro e conosco migliaia di persone, molte parlano a vanvera. Quanto a Russo, è stato ospite del mio hotel sì, ma non gli ho mai chiesto di incontrare il suo amico Tiziano. Deve capire che io non mi fido di nessuno».
Intercettato, lei dice che, pur di remunerare Russo e Renzi sr, si può utilizzare il canale «estero su estero», sfruttando la società londinese di suo figlio. Un altro abbaglio?
«Senta, hanno rivoltato le mie aziende come calzini. Certificando che tutte le attività amministrative sono perfette e tracciabili: non esistono attività estero su estero. Siamo un gruppo sano, efficiente, trasparente: la Romeo Gestioni, per il suo fatturato, è sottoposta anche a ciclici controlli della Finanza e di altri enti. Ma sa, quando si sente il nome Romeo tutti si eccitano nella certezza di qualche colpa. Forse, se mi chiamavo Agnelli o venivo da Milano, non mi trattavano così».
Ma lei disse “estero su estero”. Perché?
«Parliamo di conversazioni non trascritte da un perito di un tribunale, ma da un organo di parte (il Noe, ndr) indagato a Roma per reati di falso, collegati proprio alla manipolazione di materiale investigativo».

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