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Terremoto in centro Italia, cosa dicono i geologi

«Sul nostro Pianeta, si verificano, in media, ogni anno, almeno un paio di terremoti distruttivi ed in Italia un sisma di magnitudo superiore a 6.3. ogni 15 anni in media. Ciò dovrebbe spingere a una maggiore cultura della prevenzione sismica e della protezione civile»: questo spiega all’agenzia di stampa ANSA Fabio Tortorici , Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, parlando del terremoto che ha colpito stanotte l’Italia centrale e quasi distrutto Amatrice, Accumoli e Arquata.

Terremoto in centro Italia, cosa dicono i geologi

“È necessario un continuo aggiornamento delle mappe di pericolosità sismica del territorio nazionale – ha proseguito Tortorici – e per far ciò sarebbe indispensabile la presenza dei Geologi in ogni comune, con una loro distribuzione accurata sul territorio e non lacunosa come allo stato attuale. Gli studi di microzonazione sismica, cioè di suddivisione di un dato territorio in zone omogenee sotto il profilo della risposta a un terremoto di riferimento atteso, tenendo conto delle interazioni tra onde sismiche e condizioni geologiche, topografiche e geotecniche locali, hanno dato i loro risultati; infatti, i fabbricati realizzati dopo l’entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni (NTC) del 2008, hanno meglio resistito alla scossa di questa notte. Ma una realistica classificazione sismica del territorio nazionale, una pianificazione urbanistica una progettazione che segua i criteri antisismici non bastano. Una delle condizioni fondamentali per la sicurezza del territorio – conclude Tortorici – è anche la ‘cultura diffusa’ della prevenzione sismica, dal mondo politico ed istituzionale ai bambini delle scuole primarie”. Intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, Tiziana Guida (Segretario dell’Ordine dei Geologi del Lazio), ha invece spiegato che la scossa si è sviluppata lungo una faglia nota ai Geologi, con una magnitudo di 6.0 della scala Richter, pari a quella che colpì L’Aquila nel 2009, “gli effetti al suolo, pero’, sono diversi e dipendono- ha spiegato Guida- dalle caratteristiche del terreno, che puo’ dare o meno un effetto di amplificazione delle onde sismiche, aumentandone gli effetti sugli edifici, e dal fatto che, in questo caso si e’ trattato di una scossa di superficie, a soli 4 km di profondita’”.
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Una nuova scossa di intensità pari a quella della notte scorsa

Dopo L’Aquila e l’Emilia Romagna nel 2012, il terremoto che ha colpito Amatrice e i comuni limitrofi ha avuto il suo apice drammatico nelle ore notturne ma, a questo proposito, Guida ha voluto precisare come “non è assolutamente vero che i terremoti si verifichino solo di notte. Statisticamente, il numero di terremoti che avvengono di notte è lo stesso di quelli che avvengono di giorno. Si avvertono con maggior forza quelli che si sviluppano di notte a causa del silenzio, mentre si è nella propria abitazione, mentre di giorno è più difficile avvertirle se si è all’esterno”. Alla domanda se sia poi possibile fare previsioni relative allo sciame sismico e alle scosse di assestamento che faranno seguito nei prossimi giorni, il Segretario Guida ha affermato che “non è possibile fare previsioni su quando ci saranno nuove scosse. È pero’ possibile che si verifichi un’altra scossa d’intensità pari se non addirittura superiore a quella della notte scorsa”.  Nicola Tullo, presidente dell’ ordine Geologi Abruzzo, sentito da Adnkronos, suggerisce però che parte delle problematiche non riguardino soltanto la Natura: «Non è possibile che un terremoto di questa entità faccia tutti questi danni e questi morti. I terremoti purtroppo non si possono prevedere. Ma è necessario però farsi trovare preparati. E per questo adesso servono investimenti subito per mettere in sicurezza i fabbricati. Questo terremoto è simile a quello de L’Aquila come potenza, ma a differenza di allora non ci sono state scosse diciamo ‘anticipatorie’. Ma ci sono stati ancora danni e morti, non è possibile”. Secondo Tullo “infatti servono investimenti per messa in sicurezza dei fabbricati, è l’unico modo che si ha difendersi dai terremoti che, ripeto, non si possono prevedere