Attualità

Spinetoli, l'incendio della palazzina che doveva ospitare i migranti

alessandro luciani spinetoli

Un incendio di origine sicuramente dolosa ha causato la notte scorsa gravissimi danni a una palazzina di tre piani in via Tevere a Spinetoli (Ascoli Piceno) destinata a ospitare migranti. Le fiamme si sono sviluppate violentissime poco prima delle 4 e hanno interessato l’intero stabile. Tracce di inneschi con liquido infiammabile sono state trovate su tutti e tre i piani. Questo spiega la violenza dell’incendio che si è propagato rapidamente in tutta la palazzina causando danni ingenti.

Spinetoli, l’incendio della palazzina che doveva ospitare i migranti

Per spegnerle è stato necessario un intervento durato quasi quattro ore da parte di dieci vigili del fuoco con quattro mezzi. Subito sono scattate le indagini dei carabinieri per identificare gli autori dell’incendio. Anche la Prefettura di Ascoli sta seguendo la situazione. Nei mesi scorsi, grandi polemiche avevano accompagnato a Spinetoli la notizia dell’arrivo imminente dei migranti ed erano state organizzate manifestazioni di protesta della cittadinanza. In particolare al fianco a Casa Pound si era schierato il sindaco di Spinetoli, Alessandro Luciani, che invece è del Partito Democratico. Luciani si era infatti fatto promotore di una raccolta firme contro l’apertura del CAS e ha dato vita ad un comitato cittadino – il Comitato Cittadini Spinetoli – che aveva indetto una manifestazione contro il centro di accoglienza. Al corteo per dire “no all’immigrazione incontrollata e senza regole” hanno preso parte Casa Pound, il sindaco Luciani e l’ex presidente della Provincia di Ascoli Emidio Mandozzi (anche lui del PD).

casapound ascoli alessandro luciani PD - 4
Fonte

Non è la prima volta che a Spinetoli si protesta contro il CAS. Ad inizio novembre andò in scena una manifestazione di fronte all’abitazione dove è previsto verranno accolti i richiedenti asilo. Sui cartelli e sugli striscioni, scritti con il riconoscibile fascio-font usato da Casa Pound si leggevano cose come “troveremo 40 profughi a insidiare i nostri figli davanti le scuole, minando la sicurezza della comunità”. Un’affermazione senza senso e ricca di pregiudizi ma che basta per spaventare gli abitanti del paese. All’epoca Luciani spiegò che la cooperativa che ha preso in carico i richiedenti asilo opera su tutto il territorio nazionale e “gestisce” oltre 1.600 migranti e conta 600 dipendenti. Secondo Luciani il problema era quindi “più grande di quello che possiamo immaginare”. Quasi che tutti quei migranti dovessero trasferirsi da un momento all’altro a Spinetoli.