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«Smog, vi spiego perché le targhe alterne sono inutili»

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«Basta soluzioni tampone. Siamo di fronte a un grave problema di sanità pubblica. È a rischio la nostra salute. Il Governo dovrebbe intervenire con un piano strutturale». Intervistato dal Corriere della Sera, Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, spiega: “Non saranno sufficienti pochi giorni di pioggia per risolvere la crisi”. Lo smog “sta creando problemi gravi di salute” e “le targhe alterne non bastano se il probbedimento non e’ accompagnato da altre misure incisive. Mi riferisco all’incentivazione del trasporto pubblico, alla chiusura degli impianti di riscaldamento nelle scuole durante il periodo festivo, alla collaborazione dei cittadini nell’utilizzare le caldaie per un numero limitato di ore e con un grado in meno di temperatura. Il primo responsabile dello smog però rimane il traffico in una percentuale pari al 50 per cento a Milano e al 70 per cento a Roma”.

«Smog, vi spiego perché le targhe alterne sono inutili»

E in questo le grandi capitali europee “sono sicuramente più avanti di noi dal punto di vista delle contromisure”, dal divieto di circolazione per mezzi più inquinanti di Parigi alla “congestion charge” di Londra: “più efficace” delle targhe alterne sarebbe “il blocco totale, impopolare in una città che non ha mai investito sui trasporti pubblici e dove lasciare la macchina in garage diventa una buona azione civica spesso inattuabile visto che la rete di bus e metro e’ carente”.Ricciardi è molto critico nei confronti delle soluzioni tampone e spiega anche che la loro utilità è quantomeno dubbia:

Nel giardino dell’Istituto superiore di sanità, vicino alla stazione Termini, c’è una centralina di rilevamento in funzione dagli anni 70 che fa parte del sistema di monitoraggio nazionale. Nei giorni a targhe alterne avete rilevato miglioramenti dell’aria?
«Assolutamente no. Miglioramenti zero. Lo sforamento dei valori permane per l’intera giornata. Più efficace sarebbe il blocco totale, impopolare in una città che non ha mai investito sui trasporti pubblici e dove lasciare la macchina in garage diventa una buona azione civica spesso inattuabile visto che la rete di bus e metro è carente».
Allora professor Ricciardi, è venuto il momento di fare sul serio?
«In quarant’anni, l’aumento della temperatura è stato superiore a quello avvenuto negli ultimi tre secoli. È una svolta definitiva sul piano climatico, occorre intervenire energicamente con un programma strategico».

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Smog, le targhe alterne e gli altri provvedimenti nelle città (Corriere della Sera, 28 dicembre 2015)

Ma, tanto per cambiare, il governo non sembra aver compreso che deve fare qualcosa per lo smog. Anzi: nell’articolo di Maria Teresa Meli sul Corriere si descrive un Matteo Renzi pronto a respingere ogni accusa e una serie di ministri pronti a destreggiarsi nell’antica arte dello scaricabarile.

«Noi abbiamo sempre fatto la nostra parte», è il ritornello del presidente del Consiglio, che sembra far fatica a celare un certo fastidio per essere accusato di aver prodotto una situazione che ha ereditato e alla quale, come spiega Graziano Delrio, il governo sta facendo fronte. Ma intanto c’è l’emergenza che preme. Eccome se preme. E la Protezione civile ha fatto sapere al ministero dell’Ambiente che l’attuale situazione d’allarme resterà tale fino agli inizi del 2016. Una notizia, questa, che ha destato molte preoccupazioni. Perciò il governo ha deciso di affrontare i problemi immediati.
L’onere di fornire la risposta dell’esecutivo viene affidato al titolare del dicastero delle Infrastrutture Graziano Delrio, che in un post su Facebook elenca puntigliosamente tutti i provvedimenti già presi e contenuti nella legge di Stabilità, e al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, al quale, visto il ruolo, spetta il compito più difficile, quello di fronteggiare i problemi dell’immediato. Ed emergono anche le prime crepe nel governo. Beatrice Lorenzin si tira fuori. La ministra della Sanità sostiene di non avere nessuna competenza in materia: può mettere a disposizione solo i dati in possesso della struttura da lei guidata, tutto il resto è affare di Galletti.
Il quale, vista la criticità della situazione, ha deciso di convocare un vertice con i presidenti delle regioni e i sindaci delle città interessate all’emergenza. Il dicastero dell’Ambiente vuole tentare attraverso «la massima collaborazione» di fare un primo bilancio degli interventi fatti finora, per capire che cosa ha funzionato e che cosa invece no.

La riunione al ministero dell’Ambiente

Intanto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha convocato, per mercoledì 30 dicembre, una riunione per coordinare gli interventi contro l’inquinamento. Sono stati invitati i presidenti di Regione, i sindaci dei grandi centri urbani e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. “L’emergenza smog che si sta verificando in molte grandi città italiane può durare ancora molto” ha spiegato Galletti, quindi “la nostra risposta deve essere coordinata e ‘di sistema’, non in ordine sparso”. “Nella legge di Stabilità 2016 – ha ricordato il ministro Graziano Delrio su Facebook – ci sono diverse misure di politiche di sostenibilità, con un carattere innovativo, che possono contribuire all’abbassamento delle emissioni in Italia”. Previste, per esempio, risorse che verranno utilizzate “per favorire l’acquisto di mezzi di ultima generazione per l’autotrasporto di merci su strada”. I due ministri sono intervenuti dopo gli attacchi giunti dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega Nord. Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un post dal titolo ‘Morti di guerra in tempo di pace’. “Il 2015 si chiuderà secondo l’Istat con 68.000 morti in più rispetto al 2014” ha scritto Grillo, secondo cui lo smog sta rendendo le città italiane “sempre più simili a Pechino”. Però – ha aggiunto – a Milano “Pisapippa ha distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno”. “Bloccare le auto non serve a nulla”, ha twittato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. “Fossi sindaco mi occuperei di controllare le caldaie e di comprare autobus che inquinino meno”. In effetti la situazione più drammatica la sta vivendo proprio Milano, dove il Pm10 ha superato il valore limite di 50 microgrammi al metro cubo anche ieri, 26 dicembre. Sono così diventati 97, dall’inizio dell’anno, i giorni in cui si è superata la soglia massima, mentre la normativa – ricorda l’Arpa – consente al massimo 35 giorni di sforamento. Inoltre, sono 32 i giorni consecutivi oltre il limite di concentrazioni di polveri sottili. Una situazione che non sembra destinata a cambiare: sempre secondo l’Arpa, l’Azienda Regionale per la protezione dell’ambiente, il tempo rimarrà stabile e per le prime vere piogge, che consentirebbero di ‘ripulire’ l’aria, bisognerà attenderà almeno fino al 4 gennaio. Anche per questo l’amministrazione comunale di Milano ha deciso di bloccare la circolazione delle auto per sei ore (dalle 10 alle 16) dal 28 al 30 dicembre. “Il blocco della circolazione – ha spiegato il sindaco Giuliano Pisapia – è una misura emergenziale che va a sommarsi all’impegno serio e costante del Comune di Milano, che in questi anni è stato lasciato a combattere da solo proprio da tutti coloro che oggi dichiarano e commentano”. Livelli allarmanti delle polveri sottili si stanno registrando comunque in tutta Italia, da Frosinone (deciso il blocco delle auto per tre giorni) a Cagliari, da Pordenone a Roma, dove il Codacons minaccia di denunciare in procura il Campidoglio perché non garantirebbe la salute dei cittadini.

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