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Lo sgombero dell’ex MOI a Torino

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È ripartito stamattina  lo sgombero dell’ex Moi, a Torino, il complesso che nel 2006 ospitò il villaggio olimpico degli atleti da cinque anni occupato da profughi e famiglie di migranti. Fermo dallo scorso novembre, quando vennero liberati gli scantinati, questa mattina le forze dell’ordine stanno intervenendo in una palazzina della struttura di via Giordano Bruno, quella marrone, per allontanare e ricollocare gli occupanti, un centinaio in tutto.

Lo sgombero dell’ex MOI a Torino

Le operazioni, al momento senza tensioni, si inseriscono nel progetto che vede impegnate la città, la Compagnia di San Paolo, la Diocesi di Torino, la Prefettura e la Pastorale Migranti. Gli abitanti della palazzina marrone dell’ex Moi di Torino , dalle 6 di questa mattina, hanno iniziato a lasciare l’immobile occupato per raggiungere le strutture destinate alla loro accoglienza, come programmato dal progetto interistituzionale “Moi: migranti un’opportunita’ di inclusione”.

sgombero ex moi torino

Sono oltre 600, tra personale della questura e altre forze di polizia, i soggetti impiegati da stamattina all’alba per lo sgombero di una delle palazzine occupate dell’ex villaggio olimpico Moi di Torino. Comune e Prefettura seguono il processo di ricollocazione dei profughi, con le operazioni che al momento si stanno svolgendo senza alcun problema, anche grazie al dialogo avviato nelle settimane scorse dalla questura con le persone che vivono nella struttura.

“Stiamo cercando di creare un modello che dia opportunità alle persone, che le aiuti a diventare cittadini come tutti gli altri, rimboccandosi le maniche e prendendo in mano la propria vita. La risposta che vogliamo al problema dell’immigrazione è questa”, afferma Sonia Schellino, assessora al Welfare del Comune di Torino, mentre assiste allo sgombero di un centinaio di migranti dall’ex Moi.

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“Questo è un progetto interistituzionale che va avanti da due anni – spiega -. A novembre è stato spostato chi viveva nei sotterranei, oggi chi abitava nella palazzina marrone. Sono stati messi a disposizione degli appartamenti, poi Questura e Prefettura si occuperanno dei documenti e verranno valutati gli inserimenti lavorativi. Ora queste persone possono iniziare un nuovo percorso di vita”. Le operazioni procedono senza tensioni con la messa in sicurezza dello stabile.

Foto copertina da Twitter

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