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Scarface e la storia della corruzione negli appalti Rai e Mediaset

Soldi, vacanze, biglietti aerei e persino un pianoforte. Nel carnet di regalie di David Biancifiori c’era un po’ tutto quello che serviva per “oliare” i meccanismi, come dicono i bravi manager, e conquistare appalti di Rai, Mediaset, La7 e Infront oltre che quelli della presidenza del Consiglio dei Ministri. Il tutto per far fatturare le sue Di and Di Lighting and truck srl’ e Di.Bi. Technology srl.
 
LA STORIA DEGLI APPALTI
Dai decreti di perquisizione firmati dai pm della Procura di Roma emerge come la corruzione di dirigenti pubblici fosse capillare e non lasciasse nulla al caso. Roberto Gasparotti e Giovanni Mastropietro, già curatore dell’immagine e direttore della fotografia di Silvio Berlusconi quando era premier, tra il 2009 e il 2013 avrebbero ricevuto “somme di denaro in contanti” e altre utilità dai fratelli David e Danilo Biancifiori. L’utilità per Mastropietro era rappresentata “dall’assunzione presso società del gruppo Biancifiori dei nipoti Matteo, Alessandra e Daniela Rossi, del fratello Marco Mastropietro, della figlia Aurora e del nipote Alfredo Sallusti”; per Gasparotti “la consegna di un container e di un ciclomotore per la figlia”. In cambio i due dirigenti della presidenza del consiglio dei ministri avrebbero compiuto atti contrari ai doveri del loro ufficio consistiti nella “violazione dei doveri di imparzialità della pubblica amministrazione in tutti i procedimenti cui erano interessate società di Biancifiori”. Nei confronti di Massimo Schettini, altro funzionario della presidenza del Consiglio dei ministri all’epoca dei fatti, sarebbe stato erogato invece “denaro in contanti” e altre utilità “come la consegna presso la sua abitazione di un pianoforte del valore di 6mila euro, di buoni benzina, di un Ipad e di telefoni cellulari” oltre al “rifacimento a spese di Biancifiori (tramite una delle sue società) dell’impianto elettrico dell’abitazione”. In cambio Schettini avrebbe apposto la propria firma di regolare esecuzione dei lavori secondo il capitolato svolti dalla azienda dell’imprenditore. Tra i beneficiari di somme e utilità “quali biglietti aerei e vacanze presso resort di lusso” c’e’ anche il generale Antonio Ragusa, che era Capo Dipartimento per le risorse strumentali a Palazzo Chigi. Attenzioni, secondo l’accusa, erano rivolte anche ai dirigenti della Rai. E’ il caso di Cesare Quattrociocche, papà dell’attrice Michela e suocero dell’ex calciatore della nazionale, Alberto Aquilani. Da Biancifiori, secondo i pm, Quattrociocche avrebbe ottenuto denaro ma anche supporti tecnologici in occasione del matrimonio della figlia, il 4 luglio del 2012. I dirigenti di Mediaset e La7 ottenevano denaro mediante la sovrafatturazione da parte delle società del gruppo Biancifiori le quali “emettevano sistematicamente fatture relative a servizi e prestazioni in parte non effettuate e comunque – è detto nel decreto – per importi superiori a quelli dovuti, per poi spartire l’illecito surplus di guadagno”.
 
IL PIANOFORTE REGALATO AL FUNZIONARIO
A un altro funzionario di Palazzo Chigi, Massimo Schettini, nella veste di Responsabile Unico del Procedimento per l’espletamento della gara per la fornitura di un servizio di assistenza e manutenzione hardware e poi Responsabile dell’Ufficio Eventi della Presidenza del Consiglio, sarebbe stato erogato invece “denaro in contanti” e altre utilità “come la consegna presso la sua abitazione di un pianoforte del valore di 6mila euro , di buoni benzina, di un iPad e di telefoni cellulari” oltre al “rifacimento a spese di Biancifiori (tramite una delle sue società) dell’impianto elettrico dell’abitazione”. In cambio Schettini avrebbe apposto la propria firma di regolare esecuzione dei lavori secondo il capitolato svolti dalla azienda dell’imprenditore. Tra i beneficiari di somme e utilità “quali biglietti aerei e vacanze presso resort di lusso” c’e’ anche il generale Antonio Ragusa, che era Capo Dipartimento per le risorse strumentali a Palazzo Chigi. L’ipotesi della procura era Gasparotti, Mastropietro, Schettini, Ragusa e David Biancifiori, “con collusioni e mezzi fraudolenti” avrebbero turbato questa gara indetta dal Dipartimento Risorse strumentali di Palazzo Chigi e vinta dalla ‘Di and Di lighting and truck srl’ con stipula del relativo contratto il 14 aprile del 2009: una gara che secondo chi indaga “veniva totalmente pilotata, essendo invitate alla stessa solo le societa’ indicate da Biancifiori a Schettini, con l’accordo e l’avallo degli altri indagati”.