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Sarah B. e i “rapporti di gruppo con le prede drogate”: la fidanzata di Genovese indagata

Per cosa è indagata Sarah B. , l’ex fidanzata di Alberto Genovese? Da alcune testimonianze agli atti risulta che anche l’ex sarebbe stata presente nel corso di alcuni abusi. La Stampa scrive che Sarah B. avrebbe partecipato a rapporti di gruppo con Genovese e le ragazze di turno

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Per cosa è indagata Sarah B. , la fidanzata di Alberto Genovese? Da alcune testimonianze agli atti risulta che anche l’ex sarebbe stata presente nel corso di alcuni abusi. Ma le accuse si riferiscono solo, almeno per ora, allo stupro avvenuto ad Ibiza, spiega il Corriere:

per ora Sarah B. è indagata solo per l’altro stupro di Villa Lolita, a Ibiza. «Alberto e Sarah mi hanno invitato in camera per fare un’altra striscia di cocaina e io li ho seguiti — ha raccontato la ventitreenne ospite in Spagna — . Mi sono fidata perché oltre a me e ad Alberto c’era anche Sarah. In camera ho tirato una striscia di droga di colore rosa che pensavo fosse 2CB, poi non ricordo più nulla». Il giorno dopo la ragazza si ritrova con i vestiti strappati, dolori e lividi su tutto il corpo. «Ho avuto la sensazione di aver subito un rapporto sessuale». «Secondo me in camera c’erano tutti e due», conferma in tv. Succube o complice, sono diverse le testimonianze sul presunto ruolo di Sarah come procacciatrice di ragazze e compagna delle notti violente del fidanzato. Il suo nome compare già nel fermo eseguito d’urgenza, dopo che Alberto contatta la questura per chiedere informazioni sul rinnovo del suo passaporto e di quello di Sarah. «Si dice che lui e la sua ex fidanzata erano soliti drogare le ragazze alle loro feste private per poi violentarle», mette a verbale l’amica della vittima della notte tra il 10 e l’11 ottobre. A quella festa, la fidanzata di Genovese non c’è. I due avevano litigato, come accadeva spesso

“Non voglio che si dica che è la droga che lo ha confuso, non si dica che la fidanzata non sapeva visto che c’era. Lui è come un serial killer, è seriale, ci tengo a precisarlo perchè era tutto molto premeditato, aveva questo brutto vizio”: così una ragazza che ha partecipato a 5 feste a Ibiza e avrebbe subito un tentativo di violenza sessuale da Alberto Genovese lo ha descritto nel corso della trasmissione ‘Ore 14’ su Raidue. Alla fine dell’ultima serata da lei trascorsa a Villa Lolita, la ragazza è rimasta da sola in camera con lui e con la sua fidanzata: “Ha chiuso la porta a chiave e ha iniziato a fare il simpatico, a ballare con me. Poi ha iniziato a provare a spogliarmi – ha raccontato – io cercavo in tutti i modi di scansarmi e dicevo alla sua fidanzata di dirgli di smetterla, di aiutarmi, di dirgli di non toccarmi. Lui stava assumendo altra droga, ho visto il suo sguardo e il suo comportamento cambiare minuto dopo minuto e mi sono molto spaventata”. “A un certo punto – ha proseguito – ho avuto un momento di terrore, era troppo vicino a me e c’è stata una specie di semi lotta. Poi con la scusa di andare in bagno sono riuscita a chiamare il mio fidanzato. Quando ha capito che avevo chiesto aiuto, Genovese si è molto arrabbiato e mi ha sbattuto fuori come se fossi un cane, senza che potessi prendere la mia borsa, le mie scarpe, i miei effetti personali. Ero sconvolta”. La Stampa scrive che Sarah B. avrebbe partecipato a rapporti di gruppo con Genovese e le ragazze:

Sara B. , 25 anni, è hostess e pr in un paio di locali di grido. Le telecamere di Terrazza sentimento l’avrebbero immortalata spesso nella camera padronale di Genovese. E in più di un caso avrebbe partecipato con lui a «movimentati» rapporti sessuali a tre, tra cocaina e manette, con la “preda” di turno. Qualcuno di questi rapporti è così violento, e la ragazza presa di mira talmente stordita dalla droga, da apparire sospetto agli occhi degli investigatori, che ora indagano su una decina di presunte altre violenze sessuali. Per il momento, però, nessuna delle altre vittime ha denunciato

“Non so se è innamorata, di certo è molto succube di questa personalità: Genovese ti dà tutto o ti toglie tutto, è diavolo o santo”, ha spiegato ancora la ragazza dello stupro di Ibiza nel suo racconto su cui gli inquirenti intendono fare accertamenti. “Non è riuscito a finire la violenza e quindi non ho avuto il coraggio di denunciare, ma so che è molto importante farlo – ha concluso – Mi sono molto spaventata dalla situazione e io mi sono salvata per una grande lucidità mentale: ho capito che qualcosa non andava e sono riuscita a uscire da quella situazione anche se ci ho messo 30-40 minuti per capire come fare. Consiglio a tutte di denunciare perché persone così non dovrebbero esistere”