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Salah Abdeslam nei locali gay di Bruxelles?

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Salah Abdeslam alla fine di ottobre sarebbe stato visto in diversi locali gay di Bruxelles. La rivelazione su quello che sta diventando il sospettato e ricercato numero uno per le stragi di Parigi di venerdì 13 novembre emerge ora dalle inchieste giornalistiche. Il quotidiano belga La Libre ne è certo: il 26enne francese nato però  a Bruxelles, proprio nella capitale europea a fine ottobre sarebbe stato notato in bar e discoteche della nutrita comunità omosessuale. Secondo il giornale, nella giornata di lunedì 16 novembre, la polizia belga avrebbe anche sentito diversi titolari di locali, per cercare di avere un riscontro sulla voce che iniziava a circolare in modo compulsivo: Abdeslam era stato riconosciuto da diversi avventori, anche se lo stesso quotidiano La Libre riesce solo a fare alcune congetture sulle sue presunte frequentazioni. Le ipotesi che il giornale mette in campo sono principalmente due. La prima è che l’uomo frequentasse quei locali per riuscire a reperire facilmente documenti di identità e passaporti.

Salah Abdeslam nei locali gay di Bruxelles?

Secondo alcune fonti citate da La Libre, i locali gay di Bruxelles sono spesso presi di mira dai borseggiatori e dietro vi sarebbe un traffico di documenti definito “importante”. La seconda ipotesi, però, è ancora più inquietante: e cioè che stesse spiando luoghi notoriamente ritenuti dagli integralisti e dai fondamentalisti islamici profondamente ‘immorali’. Alcuni titolari sui loro profili Facebook hanno scritto nelle ultime ore di non poter confermare gli avvistamenti e di aver comunque innalzato il livello di sicurezza nelle loro attività commerciali. Si ritiene che il ricercato sia al momento proprio a Bruxelles. Le autorità francesi non sanno se Salah Abdeslam sia ancora in Francia o sia tornato in Belgio. E’ quanto ha ammesso il primo ministro francese Manuel Valls in un’intervista televisiva, che poi ha aggiunto: “la caccia continua. La mobilitazione è totale ed assoluta. Noi sappiamo che altri gruppi, di altri individui che sono in Europa, possono venire in Europa”. Le parole del premier arrivano dopo le notizie riguardo al fatto che l’ottavo uomo del commando che venerdì scorso ha ucciso 129 persone a Parigi, sarebbe rimasto ucciso nel raid di ieri della polizia francese a Saint-Denis.

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Abdeslam Salah: insieme a Ibrahim Abdeslam e Bilal Hadfi ha colpito a Parigi venerdì sera

Yassine Baghli: il nuovo identikit di Salah Abdeslam

Salah Abdeslam, l’ottavo terrorista degli attacchi di Parigi, si è camuffato e usa un altro nome: Yassine Baghli, secondo gli investigatori francesi, che hanno diffuso un nuovo identikit alle polizie europee. Stando a quanto riporta ‘el Mundo’ – che cita fonti dell’antiterrorismo spagnole – il nuovo ‘look’ di Salah comprende occhiali da ‘nerd’ e una parrucca. La nuova foto del terrorista è stata pubblicata anche dal Daily Mail, secondo il quale Salah Abdelslam starebbe anche pensando di consegnarsi alle autorità ma avrebbe troppa paura delle eventuali ritorsioni dei vertici dell’Isis. Il terrorista, secondo il quotidiano britannico, avrebbe assunto il nome falso di Yassine Baghli. Una fonte che ha sostenuto di aver visto Abdeslam a Molenbeek, in Belgio, martedì scorso, ha detto a SudInfo: “E’ rimasto sopraffatto da quello che è accaduto, ma non può consegnarsi perché ciò potrebbe avere conseguenze per la sua famiglia”.
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La fonte ha spiegato a un giornalista che Salah teme la reazione dell’Isis e vuole che questo messaggio arrivi al fratello Mohammad, che lo ha invitato più volte a consegnarsi alla giustizia. Conoscenti di Abdeslam hanno descritto inoltre il terrorista come “un pazzo” che frequentava “donne diverse ogni notte”. Altre fonti hanno riferito a La Libre che Salah sarebbe stato visto “quattro o cinque volte” nel mese di ottobre in bar del Belgio frequentati da gay. La sua presenza, secondo quanto riferito, troverebbe una spiegazione nel traffico di documenti orchestrato dal fratello Brahim, che si è fatto esplodere durante gli attacchi di venerdì nella capitale francese. “In questi bar, frequentati da persone ignare, non è molto complicato rubare portafogli” ha spiegato una fonte di La Libre. “Furti di carte d’identità, patenti di guida e altro sono stati compiuti in quel periodo in questi luoghi”.

Salah Abdeslam in Puglia

Il Corriere della Sera racconta che Salah Abdeslam è passato anche in Italia:

Dove risulta che lui sia passato il primo agosto: è arrivato a Bari su un’auto assieme a un amico, si è imbarcato, auto compresa, per Patrasso e da lì è scomparso per cinque giorni, forse arrivando fino in Siria. Per ricomparire nel tragitto di ritorno: da Patrasso a Bari di nuovo, il 5 agosto. Ha riattraversato il nostro Paese e ha puntato sul Belgio, direzione Molenbeek. La segnalazione ritenuta più seria negli ultimi 2 giorni dagli investigatori porta in Olanda ma, ammesso che sia plausibile, non è chiaro quando e come Abdeslam possa aver attraversato il confine dati i controlli serrati alle frontiere e sui treni (la possibilità che riesca a muoversi in aereo è bassissima). E se fosse tornato a Molenbeek? Nel quartiere-ghetto di Bruxelles dove Salah è cresciuto assieme al fratello Brahim, kamikaze a Parigi, c’è chi giura di averlo visto martedì, 4 giorni dopo il massacro. Si sarebbe rifugiato lì da un amico. Un uomo (anonimo) in un’intervista avrebbe raccontato al gruppo SudPresse di averlo incontrato personalmente.
«Mi ha detto che si sente sopraffatto e che si era spinto troppo oltre, ma che ha paura di consegnarsi perché questo potrebbe avere conseguenze sulla sua famiglia». E al fratello Mohamed, arrestato e poi scarcerato perché estraneo alle stragi, Salah avrebbe fatto arrivare un messaggio: tieniti lontano dalla jihad. Che sia approdato in Belgio non lo dice soltanto il documento controllato alla frontiera la notte della strage (che potrebbe anche essere stato mostrato da un’altra persona), lo ha rivelato anche un uomo interrogato e poi arrestato dalla polizia sabato scorso. Si tratta di Hamza Attou Mansoor, uno dei due amici che Salah ha chiamato da Parigi per farsi aiutare a raggiungere il Belgio. «Se mi vieni a prendere ti pago benzina e pedaggio» avrebbe promesso.

E Hamza è partito da Bruxelles con Mohamed Amri per andare a recuperarlo con una Volkswagen Golf.