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Salah Abdeslam è fuggito in Siria?

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Salah Abdeslam, l’ottavo uomo del commando dei terroristi di Parigi, sarebbe ormai in fuga verso la Siria. Lo scrive il quotidiano fiammingo Het Laatse Nieuws. Secondo la Derniere Heure, Salah si era inizialmente nascosto a Schaerbeek, un quartiere multietnico della capitale belga.

Come vanno le indagini su Salah Abdeslam

Intanto oggi la polizia belga ha fermato altre due persone a Bruxelles e a Verviers, nell’Est del Belgio, nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati di Parigi, l’uno in veste di sospetto, l’altro di testimone. Si tratta di due fratelli, ha reso noto il loro avvocato, Aurélie Jonkers, citata dall’agenzia di stampa Belga. La Procura per il momento non ha fornito precisazioni. Ad oggi sono cinque in totale i sospetti incriminati e posti in detenzione provvisoria in Belgio in connessione con le indagini sugli attacchi che hanno provocato 130 morti il 13 novembre a Parigi. Mohamed Abrini è invece ancora ricercato come Salah. Ali Oulkadi è invece il nome del secondo autista di Abdeslam dopo la fuga del terrorista da Parigi, secondo quanto ha dichiarato il suo stesso avvocato Olivier Martins. Ali avrebbe ricevuto una telefonata da un amico che gli ha chiesto verso le 13 di sabato 14 novembre di andarlo a prendere alla stazione metro di Bockstael, nel quartiere di Laeken dove c’è la residenza dei reali del Belgio. Lì, oltre all’amico che lo ha chiamato, c’era una seconda persona. Salah era camuffato con un berretto nervoso e il suo amico lo ha lasciato in altro quartiere di Bruxelles a forte presenza musulmana, Schaerbeek. “Ignorava che si trattasse di Salah e non l’ha riconosciuto subito quando è arrivato perché portava un berretto”, ha affermato l’avvocato di Ali Oulkadi. In macchina, secondo il racconto, “Salah gli ha raccontato che suo fratello Brahim aveva ammazzato della gente a Parigi e che si era fatto esplodere: per il mio cliente, suo amico d’infanzia, è stato uno choc, non capiva più niente e non riusciva a ragionare in modo chiaro”.

L'infografica dell'OBS citata da Repubblica sui legami dei terroristi di Parigi
L’infografica dell’OBS citata da Repubblica sui legami dei terroristi di Parigi

Salah allora “gli ha chiesto di portarlo a Schaerbeek e il mio cliente ha obbedito”, ha detto il legale, aggiungendo che “si sono fermati durante il tragitto in un caffè”. Oulkadi non è schedato come radicalizzato né è noto alle forze dell’ordine, e ha un alibi per la notte degli attentati a Parigi. Ciò nonostante il giudice ha ordinato il fermo per lui e per l’altra persona che accompagnava Salah, del quale non sono state fornite però le generalità. Intanto, le due persone fermate ieri nella località belga di Verviers sono state rilasciate. Tra le cinque persone già incriminate, tre sono accusate di aver aiutato Salah Abdeslam a fuggire dalla Francia la mattina del 14 novembre.

L’operazione a Auvelais

Nella perquisizione effettuata ieri nella cittadina belga di Auvelais, la polizia cercava il deposito destinato a fabbricare e custodire gli esplosivi usati negli attentati di Parigi. Lo scrive la Derniere Heure. A quanto riferiscono diverse fonti, l’abitazione perquisita è stata affittata a metà ottobre da amici del super ricercato Salah Abdeslam, che si erano informati se le cantine erano ben asciutte dato che dovevano sistemarci del materiale informatico. A parte due materassi e alcune scatolette di cibi conservati, niente indica che l’appartamento sia stato veramente abitato. La cantina, scrive il giornale belga, sarebbe servita a realizzare le cinture esplosive. Intanto si apprende che almeno una persona è stata arrestata ieri in altre perquisizioni effettuate a Verviers. La madre di Mohamed Abrini, Moumina, ha chiesto al figlio di costituirsi: “Mio figlio non è armato, non è pericoloso, come sento dire. Gli dico di tornare a casa e arrendersi. Per quanto tempo intende nascondersi?”. “Dopo tutto che quello che sta succedendo, non riesco a mangiare, né dormire”, ha raccontato la donna al giornale belga Dh. “Venerdì sera l’ho lasciato a Rue Ransfort e da quel momento non l’ho più visto. Ma ci sono prove che lui era a Bruxelles quella notte”. Ha aggiunto di essersi preoccupata a partire dalla mattina dopo: “Ma non ho mai pensato che avesse a che fare con gli attentati. Non è radicalizzato, è gentile, disponibile, vestito normalmente”. Infine ha confermato l’amicizia del figlio con Salah: ” Erano vicini di casa, amici fin dall’adolescenza, lo sanno tutti nel quartiere”.