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La rapina a Milano dalle fogne come nella Casa di Carta

La banda che ha rapinato Credit Agricole di piazza Ascoli, a Milano aveva pianificato tutto scavando per giorni un cunicolo che dalla rete fognaria è sbucato nel pavimento della banca

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Non c’era niente di improvvisato, la banda ha lavorato a lungo sul piano. Giorni se non settimane per calcolare i tempi di azione, per organizzare i sopralluoghi, per analizzare le mappe dei sotterranei della zona, per studiare il reticolato delle fogne da cui accedere alla filiale del Credit Agricole di Milano, all’angolo tra piazza Ascoli e via Stoppani. E poi il buco finale, quegli ultimi 2 metri e mezzo scavati nell’ultimo weekend, un pezzo alla volta per non destare sospetti col rumore. L’obiettivo era il caveau protetto dalla chiusura temporizzata, un sistema a timer che consente l’apertura solo in una breve finestra. I rapinatori avevano programmato di tenere in ostaggio il direttore, Paolo Blasetti, e le due dipendenti fino a quel momento. Tutto perfetto, se non fosse stato per un piccolo imprevisto: una delle due bancarie ha sentito le urla del capo ed è riuscita a scappare per dare l’allarme, costringendo la banda del buco ad accelerare e a cambiare tutto il programma, rinunciando così al vero bottino. Racconta il Messaggero:

Ore 8.35 di martedì, sportello del Credit Agricole di piazza Ascoli, aMilano. È questo l’obiettivo del commando, sei persone più i basisti: i primi due, armi in pugno, fanno irruzione dall’ingresso principale, i complici spuntano da un buco nel pavimento, collegato alla rete fognaria. Ed è da qui che alla fine scappano tutti, dopo aver tenuto i dipendenti in ostaggi e arraffato una ventina di cassette di sicurezza. È stata una rapina vecchio stile, con una preparazione meticolosa. Niente spranghe e molotov. In questo caso la banda puntava al bersaglio grosso, il caveau, e si è presa tutto il tempo necessario per farlo. Tant’è che quando la polizia arriva davanti alla banca, gli aggressori sono ancora dentro: prima di darsi alla fuga infilandosi nel cunicolo lungo un metro e largo 80 centimetri svuotano un estintore anti incendio nella sede per oscurare la visibilità e confondere gli agenti. «Sono entrati dalle fogne e hanno chiesto di aprire il caveau, hanno cercato di svaligiare le cassette di sicurezza. Poi sono usciti dallo stesso buco nel pavimento», riferisce il direttore della filiale, 48 anni. «Eravamo in tre all’interno dell’agenzia, me li sono trovati davanti e ho urlato: “C’è una rapina”. Una collega è riuscita a scappare». Rovinando il piano e facendo scattare l’allarme. Una decina di volanti circonda la filiale, i poliziotti con giubbotto antiproiettile e fucile M12 sono pronti a intervenire ma non c’è nessuna trattativa né irruzione: quando i due ostaggi escono i malviventi sono già spariti