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Quella voce francese che rivendica gli attentati di Parigi

Nel video dello Stato Islamico che rivendica gli attentati del 13 novembre è stata identificata “con grande probabilità” la voce di uno jihadista francese, Fabien Clain. Lo riferiscono fonti della polizia, citate dai media francesi. Clain, 36 anni, è originario dell’isola della Riunione, un dipartimento francese d’oltre mare nell’Oceano Indiano. Viveva a Tolosa ed era noto all’antiterrorismo fin dal 2001. Assieme al fratello Michel aveva fondato un gruppo salafita e sposato due convertite che portavano il burqa. Nel 2004 il loro gruppuscolo si era fuso con un’altra comunità estremista guidata da un francese di origine siriana, Olivier Corel, detto “l’emiro bianco”. Si ritrovavano tutti nella fattoria dell’emiro, ad Artigat, frequentata anche da Abdelkader Merah e Sabri Essid, fratello e cognato di quel Mohammed Merah che nel 2012 ucciderà a Tolosa tre soldati di origine araba, oltre a tre bambini e un adulto alla scuola ebraica. Condannato nel 2009 a cinque anni di carcere per aver organizzato partenze di jihadisti verso l’Iraq, Clain ha raggiunto le fila dell’Is in Medio Oriente dopo la sua scarcerazione.

Fabien Clain: quella voce francese che rivendica gli attentati di Parigi

Il suo nome è comparso nel complotto sventato per un attacco contro una chiesa di Villejuif in aprile. L’audio della rivendicazione è stato pubblicato su Medias-Presse, che ne ha riportato anche parte del testo:

Dans une attaque bénie dont Allah a facilité les causes, un groupe de croyants des soldats du Califat, qu’Allah lui donne puissance et victoire, a pris pour cible la capitale des abominations et de la perversion, celle qui porte la bannière de la Croix en Europe, Paris.
Un groupe (…) s’est avancé vers ses ennemis cherchant la mort dans les sentiers d’Allah, secourant sa religion, son Prophète et ses alliés. (…) Allah a conquis par leur main et a jeté la crainte dans le coeur des croisés dans leur propre terre.
Huit frères portant des ceintures d’explosifs et des fusils d’assaut ont pris pour cible des endroits choisis minutieusement à l’avance au cœur de la capitale française, le stade de France lors du match des deux pays croisés la France et l’Allemagne auquel assistait l’imbécile de France François Hollande, le Bataclan (…) ainsi que d’autres cibles dans le dixième et onzième arrondissement et ce, simultanément. (…) Le bilan de ces attaques est de minimum 200 croisés tués et encore plus de blessés, la louange et le mérite appartiennent à Allah.

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Nella biografia contraddittoria di Clain c’è anche una citazione per diffamazione a un giornale che lo aveva definito jihadista mentre era in carcere in Francia.

Gli arresti di oggi in Germania

Intanto tre persone, due donne e un uomo, sono state arrestate ad Alsdorf, località situata alle porte di Aquisgrana, nel Land nord-occidentale tedesco della Renania Settentrionale-Westfalia, e ad appena un paio di chilometri dal confine con il Belgio. “Potrebbero essere collegate con gli attacchi di venerdì scorso a Parigi”, ha spiegato un portavoce della polizia cittadina, Werner Schneider, spiegando che erano state “ricevute indicazioni in base alle quali uno dei fuggiaschi legati alle stragi parigine potrebbe trovarsi in questa zona”. Il portavoce ha aggiunto pero’ che si tratta d’indicazioni “destinate a essere confermate o a finire nel nulla”, dunque ancora da verificare. Fonti inquirenti hanno subito dichiarato in via riservata all’edizione on-line del settimanale ‘Der Spiegel’ che era escluso l’individuo catturato fosse Salah Abdeslam, il 26enne franco-belga super-ricercato. Poi i tre sono stati identificati, e le generalita’ dell’uomo, Kamal A. di 29 anni, sono risultate non corrispondere. Sono stati intercettati mentre uscivano da un ufficio di collocamento e stavano salendo a bordo di un’auto, immediatamente circondata dai veicoli delle forze speciali, che li hanno costretti a scendere, ammanettati e condotti via. Attualmente sono sotto interrogatorio. Secondo la ricostruzione del sito di Nouvel Observateur, venerdì Salah avrebbe telefonato al giovane Hamza Attou, chiedendogli di venirlo e prendere a Parigi e offrendosi di pagare i pedaggi e la benzina. “Pronto, puoi aiutarmi? Puoi venire a prendermi a Parigi? Ti pago pedaggio e benzina”, avrebbe assicurato Salah all’amico secondo Nouvel Observateur, che cita come fonte “I”, un amico dei fartelli Brahim e Salah Abdeslam, che era presente durante la telefonata. Non possedendo un’automobile, Attou si è rivolto a Amri, proprietario della Golf nera con cui i due sono andati nella capitale francese. Cartoni per la pizza, madeleine al cioccolato e soprattutto un set di siringhe sono gli oggetti ritrovati nelle due camere, la 311 e la 312, dell’Appart city ad Alfortville, alle porte di Parigi, che erano state affittate dal terrorista super-ricercato Salah Abdeslam. Lo riferisce Le Point che ha potuto visionare le due camere. La polizia giudiziaria ha inoltre rilevato tracce di dna e le sta confrontando con quello dei kamikaze. Nelle camere c’erano anche piccoli aghi e alcuni tubi di gomma che potrebbero essere serviti per realizzare le cinture esplosive.