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Al Qaida dello Yemen rivendica l'attacco a Charlie Hebdo

L’attacco al settimanale satirico Charlie Hebdo è stato messo a segno su ordine del leader di al Qaida, Ayman al Zawahiri. È quanto si dice in un video diffuso oggi online, in cui al Qaida nello Yemen ha rivendicato l’attentato. «Noi, al Qaida nella penisola arabica, rivendichiamo la responsabilità di questa operazione per vendicare il messaggero di Allah», ha detto uno dei leader dell’organizzazione, Nasser Ben Ali al-Anassi, definendo i fratelli Kouachi, responsabili della strage della scorsa settimana a Parigi, «eroi che sono stati reclutati».

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Al Qaida nello Yemen, l’infografica di Le Parisien

Cinque giorni fa un altro leader religioso aveva minacciato la Francia di ulteriori attacchi. In un video, al-Harith Nadhari – un’autorità per la legge islamica – in una dichiarazione indirizzata alla Francia aveva detto: «Non sarete al sicuro finché non lascerete stare Allah e il Suo Messaggero e i credenti». «Teniamo a precisare sulle intenzioni della nazione musulmana che siamo noi che abbiamo scelto il bersaglio, finanziato l’operazione e reclutato il suo capo», ha dichiarato nel video uno dei capi di Al-Qaida in Yemen, Nasser ben Ali al-Anassi. «L’operazione è stata guidata su ordine del nostro emiro Ayman al-Zawahiri e conforme alla volontà postuma di Osama bin Laden» ha aggiunto. Nel lungo video con cui rivendica l’attacco a Charlie Hebdo, il leader di al-Qaeda nella Penisola arabica (Aqpa), Nasr bin Ali al-Ansi nega, seppur implicitamente, un coordinamento a priori tra i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly, che ha attaccato un supermercato ebraico e in video diffuso dopo la sua uccisione giurava fedeltà al califfo dello Stato islamico (Is), Abu Bakr al-Baghdadi. “La benedetta operazione è stata eseguita dai fratelli Said e Cherif Kouachi. E grazie a Dio era in coincidenza con un’altra operazione del mujahid Amedy Coulibaly”, ha precisato al-Ansi.