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Peter Neumair e Laura Perselli: la mezz’ora mancante nell’alibi di Benno

C’è un buco di mezz’ora nella storia raccontata da Benno Neumair, il figlio di  Peter Neumair e Laura Perselli, i due pensionati di 63 di 68 anni spariti nel nulla due settimane fa

Benno Peter Neumair e Laura Perselli

C’è un buco di mezz’ora nella storia raccontata da Benno Neumair, il figlio di  Peter Neumair e Laura Perselli, i due pensionati di 63 di 68 anni spariti nel nulla due settimane fa. Benno è stato indagato dalla Procura di Bolzano per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Lui, come scrive Paolo Berizzi su Repubblica, ha spiegato che era in auto per andare da un’amica in un paese vicino. Ma i tempi non tornano. Ci ha messo troppo:

Mezz’ora per una manciata di chilometri. Senza traffico. Tra Bolzano e Laives. Per andare nel paese di Ora a casa di Martina l’amica argentina con cui trascorre la notte. «Benno ha rispettato gli orari del coprifuoco (22-5, ndr)», dice la ragazza, che aggiunge: «Di solito viene coi mezzi pubblici, stavolta in auto». Un dettaglio da tenere a mente. Nelle telecamere delle gallerie lungo la Statale 12 le immagini della Volvo V70 nera di famiglia guidata da Benno Neumair sono cristallizzate. Il primo frame si fissa alle 21.30. Il secondo quasi allo scoccare delle 22. Trenta minuti. «È un tempo lungo», fa notare un investigatore. Un tempo «compatibile» con una deviazione. Per esempio verso il ponte di Vadena dove è stata trovata una traccia di sangue che si incastrerebbe con il Dna di Peter Neumair. Siamo a pochi metri dalla discarica “Ischia Frizzi”. Il più importante segreto di Benno, e dunque una delle chiavi per leggere il giallo di Bolzano, è questo. I tempi.

Intanto della coppia non c’è ancora traccia. I Ris stanno esaminando le tracce trovate all’interno della portiera del conducente dell’auto di famiglia e le gocce di sangue rinvenute  sul ponte sull’Adige a Vadena. L’ultimo ad avere visto i genitori la sera del 4 gennaio  è proprio lui, Benno: «Mio padre era già in casa e mia madre è arrivata dopo le 18.30». Poi racconta di essere uscito, per andare dalla sua amica. Ma mentre di solito usava i mezzi pubblici l’aver preso la sua Volvo nera, spiega sempre Berizzi, fa pensare. Perché fino al giorno dopo il figlio non si è preoccupato di non aver più visto e sentito i genitori? “L’ipotesi della procura è che l’uomo abbia ucciso i genitori, forse strangolandoli, per poi caricarli in auto e liberarsi di loro gettandoli nel fiume a Vadena”.