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«Perché lo sconto di pena nel caso di Chiara Insidioso?»

“Era a discrezione del giudice decidere di ridurre la pena. E pare lo abbia fatto perché l’uomo che ha massacrato di pugni e calci Chiara Insidioso, dolcissima ragazza di 19 anni, abbia – otto mesi dopo – chiesto scusa. Ci rivolgiamo direttamente al Ministro Orlando che sappiamo essere persona molto sensibile e gli chiediamo se può essere ammissibile concedere a un giudice una simile facoltà. Ci chiediamo come si può concedere una riduzione di pena a un uomo che ha condannato all’immobilità una ragazza innocente, nel pieno della sua vita. Ci chiediamo come possiamo fare a credere ancora nella Giustizia, se bastano delle scuse per uscire prima di prigione, dopo aver rovinato per sempre la vita a una ragazza e alla sua famiglia. Ci chiediamo come si può pensare così di vincere la terribile guerra contro la violenza sulle donne”: questa la dichiarazione di Gabriella Carnieri Moscatelli, Presidente Telefono Rosa Nazionale, a proposito dello sconto di pena a Maurizio Falcioni, che ha pestato Chiara Insidioso Monda fino a ridurla come il padre ha mostrato in una foto l’altroieri dopo la sentenza:

Chiara Insidioso Monda oggi (Maurizio Insidioso via Facebook.com)
Chiara Insidioso Monda oggi (Maurizio Insidioso via Facebook.com)

Maurizio Insidioso Monda su Facebook

«Cara Chiara,oggi sono stato affianco a colui che ti ha ridotto cosi per sempre…lo sai oggi sei stata oltraggiata da lui…dal suo avvocato e dai giudici che non hanno coraggio…Chiara …L’ITALIA è un paese dove non c’è dignità e oggi in quell’aula si parlava solo del modo in cui riabilitare al mondo quel verme di Falcioni…nessuno ha mai pensato a come sei e sarai per sempre ridotta e abbandonata…lui ha ricevuto un bellissimo sconto che lo aiuterà a tornare presto a fa…», ha scritto Maurizio Insidioso su Facebook. . Chiara dopo il pestaggio da parte del fidanzato rimase 11 mesi in coma. Dopo la degenza all’ospedale San Camillo trasferita nella clinica di riabilitazione Santa Lucia, in stato vegetativo. «Non parla, non mangia, muove solo due dita», racconta il padre. Dalla clinica sarà trasferita a dicembre in una casa alloggio per pazienti con un livello minimo di coscienza. «Avevamo chiesto una casa popolare per poterla tenere con noi, la nostra è troppo piccola. Ma non ce l’hanno data».

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