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Perché il latte in Italia costa più caro?

Il settore del latte è in crisi. Il problema è che «i prezzi al consumo in Italia sono molto alti ma nell’ultimo anno e mezzo quelli alla produzione sono calati di almeno il 20 per cento», ha detto Roberto Moncalvo della Coldiretti. E così in Italia paghiamo in media 35 centesimi per un litro di latte (un anno fa ne pagavamo 42) contro i 30 della Germania. Scrive oggi il Corriere della Sera:

Il problema è che «i prezzi al consumo in Italia sono molto alti ma nell’ultimo anno e mezzo i prezzi alla produzione sono calati di almeno il 20% . Per noi — spiega Moncalvo — c’è un problema di etichettatura d’origine che è fondamentale e che al momento hanno solo i formaggi Dop e il latte fresco, mentre noi la vorremmo su tutto. Altrimenti il consumatore è convinto di pagare un prodotto made in Italy e invece acquista un formaggio fatto altrove». Dall’inizio della crisi nel 2007, riferisce Coldiretti, in Italia sono state chiuse oltre 172 mila stalle e fattorie. E il prezzo del latte è più alto della media Ue. I Paesi del Mediterraneo hanno esigenze simili e diverse da quelli del Nord Europa. Infatti il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina si è presentato al Consiglio con una serie di proposte condivise con Francia, Spagna e Portogallo.


Il nostro Paese ha anche un problema di filiera:

«La Ue ha progressivamente rinunciato a controllare la capacità produttiva — spiega Mario Guidi, presidente di Confagricoltura — ma non ha aiutato la riconversione. La fine delle quote, unita all’embargo russo e alla riduzione dei consumi cinesi, ha mostrato che il sistema agroalimentare non garantisce il reddito minimo necessario. L’Unione europea ha distribuito risorse ma ha rinunciato a politiche di mercato: può entrare di tutto». C’è poi il rapporto con l’industria di trasformazione: «Gli agricoltori sono in una posizione di sudditanza — prosegue Guidi —. Da noi produrre il latte costa di più, perché paghiamo di più l’energia, c’è una burocrazia onerosa e più alto è il costo del lavoro. Lactalis, che è uno dei gruppi principali e fa da driver per gli altri, continua a prendere come riferimento il prezzo europeo, ma il nostro modello produttivo è diverso da quello tedesco».