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Operazione Triton: così ottomila migranti al mese sbarcano in Italia

L’operazione Triton, il piano europeo per fermare gli sbarchi dei migranti e scoraggiare le partenze dall’Africa per evitare nuove tragedie in mare, non ha dato finora i risultati sperati. In due mesi, scrive il Corriere della Sera, sono approdati sulle nostre coste oltre 16mila migranti, una media di ottomila al mese. Un andamento dei flussi in linea con quanto accadeva prima dei pattugliamenti con gli altri Stati membri. I numeri dell’operazione Triton in queste due infografiche del quotidiano:

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Operazione Triton: i numeri (Corriere della Sera, 28 dicembre 2014)

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Mare Nostrum e Triton: operazioni a confronto (Corriere della Sera, 28 dicembre 2014)

E dunque l’andamento dei flussi è rimasto in linea con quanto accadeva prima che si decidesse di avviare i pattugliamenti impiegando mezzi e uomini in accordo con gli altri Stati membri. I dati aggiornati a ieri mattina sono eloquenti: dal 1° gennaio al 27 dicembre sono arrivati 169.215 stranieri, di cui 120.150 in Sicilia. Quelli sbarcati fino al 31 ottobre, alla vigilia dell’entrata in vigore di Triton, erano 153.389.

In quotidiano spiega che nel Mediterraneo sono attualmente operative tre navi della Marina Militare che si occupano dei soccorsi.

Operazione naturalmente meritoria,che consente di salvare moltissime vite. Il problema rimane però quello del coordinamento perché i mezzi si muovono in linea avanzata e questo, secondo i tecnici del Viminale, rischia di vanificare l’attività svolta da Frontex. In ambienti della Difesa si fa però notare che la Marina si limita a svolgere i compiti assegnati «anche perché sarebbe impensabile, vista la grave situazione che persiste in Nordafrica, che queste persone venissero lasciate senza aiuto». E si ricorda come «il governo ha autorizzato fino al 31 dicembre l’operazione di sicurezza e sorveglianza dei nostri mari, dunque le navi possono spingersi più avanti in caso di richiesta d’aiuto e poi far sbarcare i migranti nei porti autorizzati dal ministero dell’Interno».