Attualità

«Non vuoi celebrare nozze gay? Vai in galera»

Un giudice federale americano ha mandato in carcere per oltraggio alla Corte una funzionaria del comune di Ashland in Kentuky, colpevole di essersi rifiutata di consegnare la licenza di matrimonio ad una coppia gay che l’aveva richiesta. La donna si era rifiutata perché il matrimonio gay è «contrario ai miei principi religiosi», ha detto in aula. Dopo inviti ed ingiunzioni non rispettate, la reazione del giudice è stata netta. «Se si lasciasse scegliere a quali leggi decidere di obbedire si creerebbero problemi a non finire». La funzionaria, ha sottolineato il giudice, sarà rilasciata quando accetterà di consegnare licenze matrimoniali a chiunque le chieda, indipendentemente dal sesso come prevede la legislazione». E il pensiero corre, come paragone per l’Italia, non solo alle discriminazioni che subiscono quotidianamente gli omosessuali, ma anche le difficoltà per l’aborto che devono subire le donne in presenza di medici obiettori di coscienza.
 
NON VUOI CELEBRARE NOZZE GAY? VAI IN GALERA
La Davis invocando la sua fede religiosa da due mesi andava contro la legge rifiutandosi di unire in matrimonio coppie omosessuali.  La decisione ha scatenato forti reazioni nella piccola contea in questione dello Stato del sud. Il culmine è stato raggiunto quando una coppia, David Moore e David Ermold, si sono visti rifiutare la licenza di matrimonio per ben quattro volte. A quel punto la coppia ha detto: “Non ce ne andremo di qui finché non avremo la licenza”. La risposta della donna è stata: “Allora avrete davanti a voi una lunga giornata”. Una delle curiosità più divertenti della vicenda è che la Davis, che negava il matrimonio a una coppia gay, era talmente amante dell’istituzione da essere stata sposata per ben quattro volte.
kim davis 2
La Corte Suprema, due mesi fa, ha sancito il diritto costituzionale di sposarsi per le coppie omosessuali; da allora, Davis non ha più rilasciato licenze matrimoniali, nemmeno alle coppie eterosessuali, appellandosi al suo diritto di non applicare la decisione dei giudici in nome della libertà religiosa: per la donna, apostolica, riconoscere e consentire i matrimoni tra persone dello stesso sesso sarebbe un atto che “echeggerebbe per sempre – ha detto il suo avvocato – nella sua coscienza”. Mentre la coppia che ha trascinato la Davis in tribunale aveva anche registrato video pubblicati poi su Youtube per raccontare la storia della mancata consegna della licenza di matrimonio.

MI OPPONGO, VOSTRO DISONORE

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando la coppia, David Moore e David Ermold, si è vista rifiutare la licenza di matrimonio per ben quattro volte. “In nome di quale autorità?” – ha chiesto Ermold, a quel punto l’impiegata ha risposto: “In nome dell’autorità di Dio”. In corte ha spiegato che i matrimoni dello stesso sesso violano i suoi principi cristiani. Secondo quanto scrive il New York Times, la donna ha testimoniato che non ha esitato a tenere fede ai suoi principi e a sfidare la Corte. “Non ho avuto bisogno di pensarci – ha detto – era l’unica scelta possibile”. Dopo aver emesso la condanna, il giudice David Bunning ha aggiunto che la motivazione della Davis di contravvenire ad un ordine semplicemente non è sufficiente. “Non e’ impossibilitata fisicamente – ha commentato – a rilasciare licenze di matrimonio. Sta deliberatamente scegliendo di non farlo”. Inoltre non si è limitato ad una sanzione perché ha ritenuto che non avrebbe impedito alla donna di non adempiere ai suoi obblighi.


Foto copertina da Twitter