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Nizza, i video del camion che forza il blocco

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Nelle immagini di questo video potete vedere il camion bianco che ha colpito a Nizza mentre forza il posto di blocco e viene inseguito da un poliziotto in motorino che apre il fuoco. Subito dopo il camion continua la sua corsa sorpassando il punto d’incontro inseguito dai poliziotti a piedi. Alcune delle 1.200 telecamere di sicurezza dispiegate a Nizza hanno tracciato il percorso del camion, le immagini sono “molto chiare e sono state messe a disposizione degli inquirenti”. Lo ha reso noto il presidente della regione Christian Estrosi, aggiungendo che le immagini vanno dalla collina al mare e potrebbero aiutare a tracciare il percorso del terrorista. Sul camion del terrorista di Nizza sono stati trovati una patente, una carta di credito ed un telefono cellulare. La polizia francese ha identificato dalle impronte digitali l’autore della strage ma ancora non ha divulgato il nome. Gli inquirenti hanno comparato le impronte con un documento di identità trovato sul camion e che era a nome di un franco tunisino di 31 anni, che abitava a Nizza, che aveva precedenti per reati di delinquenza comune, ma che non era nel mirino dell’antitrerrorismo. Nel veicolo sono stati ritrovati anche un telefono cellulare, una patente e una carta di credito.

Secondo alcuni testimoni ci sarebbero stati spari dal mezzo e sullo stesso camion sarebbero stati trovati armi ed esplosivi L’ex sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ha detto alla televissione BFMTV che il camion era “carico di armi” e si parla di un possibile complice che è ricercato. La prefettura di Nizza ha chiesto agli abitanti di non uscire di casa dopo l’attacco, e nella città sulla Costa Azzurra poche ore dopo l’attacco regna una inverosimile calma, raccontano i testimoni dalle vicinanze del lungomare blindato dalla polizia. Su account Telegram affiliati all’Isis sono stati pubblicati messaggi di giubilo, dichiarando l’azione una vendetta per la morte del comandante militare dello Stato islamico Omar Al Shishani in Iraq. L’uccisione del comandante jihadista, noto come Omar il Ceceno, è stata confermata dall’Isis mercoledì sera. Dopo l’attacco a Nizza l’Italia ha rafforzato i controlli ai tre valichi terrestri con la Francia e a quello ferroviario di Ventimiglia.

I documenti di un franco-tunisino di 31 anni sono stati trovati a bordo del camion con cui è stata compiuta la strage sul lungomare di Nizza, dove il bilancio dei morti è arrivato ad almeno 80. “L’identificazione del conducente del camion è ancora in corso”, hanno riferito fonti di polizia. Secondo i documenti, l’uomo – ucciso dalle forze dell’ordine – era residente a Nizza. In questo video, già censurato, si vedono i corpi a terra dopo il passaggio del camion:

L’autista del camion che ieri sera ha fatto una strage sul lungomare di Nizza ha effettivamente aperto il fuoco con una pistola prima di essere abbattuto dalla polizia. Lo riferiscono fonti vicine alle indagini. Secondo un’altra fonte vicina alle indagini, all’interno del camion sono state ritrovate una granata “inattiva” così come diversi “fucili fasulli”. Il camion che nella notte si è abbattuto sulla folla a Nizza era stato affittato “alcuni giorni fa” nel sud-est della Francia, nella zona della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Lo ha riferito una fonte della polizia, aggiungendo che il veicolo “ha cambiato percorso almeno una volta” durante la sua folle corsa di due chilometri lungo la Promenade des Anglais e “ha chiaramente cercato di fare il maggior numero possibile di vittime”. L’attentatore era solo a bordo del suo veicolo, aggiunge Le Figaro. E ora gli inquirenti stanno analizzando le telecamere di video sorveglianza per capire esattamente da dove fosse partito il camion. Un testimone ha raccontato all’emittente BFMTv ha pensato che il conducente avesse “perso il controllo” del veicolo. Il testimone, che ha detto di chiamarsi Nadir, ha aggiunto di aver cercato insieme a un altro presente, di “parlare con il conducente per farlo smettere”; ed egli stesso sarebbe di poco sfuggito all morte, perche’ il camion “si e’ fermato davanti a lui, dopo aver falciato un sacco di gente”. Poi, secondo Nadir, l’aggressore ha sfoderato una pistola e ha cominciato a sparare sui poliziotti; e a quel punto “l’hanno ucciso”, ha aggiunto in un inglese stentato.


Nell’ottobre 2014 lo stesso metodo è stato utilizzato a Saint-Jean-sur-Richelieu, vicino Montreal in Canada: l’autore, anche qui un solo uomo giovane, un canadese convertito, è morto nell’attentato. Lo stesso portavoce dell’Isis al tempo, Abou Mohammed al-Adnani, aveva fatto un appello ai jihadisti, di colpire così l’Occidente in un messaggio pubblico lanciato in varie lingue: “Colpite e contate su Allah: uccideteli non importa come. Se non avete armi usate le pietre, o schiacciateli con le macchine”. Un altro episodio si è verificato nel dicembre 2014 al mercato di Natale sempre in Francia quando un uomo con un auto si era lanciato sulla folla ferendo 13 persone al grido di “Allah Akbar”. In quel caso però non si parlò di atto terroristico. Come di atto di demenza si parlò a Londra nel 2013 quando due persone utilizzarono lo stesso metodo per uccidere un soldato. Una strategia omicida utilizzata più volte in Medio OrienteTra i casi piu’ eclatanti quello a Tel Aviv quando un arabo-israeliano che con un camio ha intrapreso un folle ‘zig zag’ uccidendo un uomo e provocando decine di feriti. Anche in quel caso si parlo’ di possibile attentato terrorista.