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Nicola Porro mette a rischio la salute pubblica per salvare Virus

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Invitare Red Ronnie e Eleonora Brigliadori in trasmissione a parlare di vaccini, autismo e dei pericoli per la nostra salute nel curarsi con i medicinali? Perché no, in fondo la Rai minaccia di chiudere il programma e quale potrebbe essere la mossa migliore per far parlare di Virus. Deve aver pensato così Nicola Porro quando ha imbastito quella sceneggiata andata in onda la settimana scorsa. Non che fosse la prima volta che Red Ronnie aveva modo di dire cose del genere pubblicamente in televisione; e pure il curriculum di hameriana della Brigliadori è cosa abbastanza nota.

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I numeri dell’ISTAT sulla mortalità infantile

In nome dello spettacolo, non dell’informazione

Nell’occasione Red Ronnie ha esordito dicendo: «È demenziale vaccinare i bambini, cioè nel senso che è assurdo: non puoi obbligare a vaccinare i bambini. Hai detto che un bambino è morto di pertosse: quanti bambini sono morti per i vaccini e degli effetti collaterali? Si chiamano morti bianche: sono 1500 l’anno e arrivano guarda caso dopo le vaccinazioni. Le vaccinazioni obbligatorie sono quattro ma in realtà ne fanno sei. Inoltre, quali sono? Polio, debellata prima del vaccino; tetano: vedi un bambino che lavora la terra? Epatite B: introdotta dal ministro De Lorenzo, condannato per corruzione, però il vaccino è rimasto. Quindi siamo alla follia totale». C’è poco da stupirsi di quello che è successo a Virus, il che non significa che la faccenda non sia seria. Il fatto è che si invitano la Brigliadori, Red Ronnie o Antonello proprio perché si sa che le loro opinioni controverse e radicali polarizzeranno l’opinione pubblica. Lo scopo ovviamente non è quello di fare informazione ma di fare intrattenimento. In questo senso Porro – che già nel suo programma ospita regolarmente Vittorio Sgarbi – ha semplicemente seguito una delle regole non scritte della televisione: fare caciara. Ovvero quello che succede spesso in ogni talk show. Ma siccome la faccenda dei vaccini non è una questione di opinioni politiche ma si tratta di un discorso sulla medicina in generale (e immunologia in particolare) che non dovrebbe essere strumentalizzato per fare spettacolo. Ma quando un programma sta per essere chiuso l’unica alternativa è quella di dimostrare di essere in grado di fare audience, e Porro non ha trovato niente di meglio che tirare fuori dal cilindro il solito trucchetto della “scienza” contro “quelli che hanno capito che è tutta una truffa”. Ovviamente invitare un medico – per quanto competente e preparato come il dottor Roberto Burioni – non significa invitare la Scienza in studio. E non significa nemmeno “processare” la scienza, perché l’unico modo per confutare un risultato o un dato scientifico è quello di produrre ulteriori dati e documenti che dimostrino l’infondatezza di certe teorie.
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La medicina, la fisica e altre discipline scientifiche sono riuscite a farlo, spesso e volentieri lontano dai riflettori, correggendo ipotesi sbagliate o inesatte. Ma per le ipotesi di Red Ronnie non c’è alcun tipo di confutazione che tenga, perché quando si fa notare l’infondatezza di certe “argomentazioni” Red i suoi amici tirano fuori l’asso pigliatutto: il medico o lo scienziato di turno non sono oggettivi perché sono pagati da Big Pharma e devono tutelare i loro interessi economici. Nessuno dice che però anche Red Ronnie deve tutelare i suoi interessi (economici e di pubblico). In pochi sono invece in grado di notare che i presunti “crimini” commessi da Burioni poco hanno a che fare con i vaccini incriminati. Ma se la logica è che i vaccini sono armi di sterminio allora chiunque abbia a che fare con le vaccinazioni è complice.

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La risposta di Burioni

Il problema principale di questo genere di dibattiti, è stato detto e scritto ovunque, è che la medicina contemporanea non procede grazie o in virtù delle opinioni discusse dai vari Porro, Red Ronnie o Brigliadori in televisione. In ambito scientifico il parere di un personaggio come Red Ronnie vale meno di zero. Per capire questo discorso meglio fare un esempio: è un po’ come se si chiedesse a Valeria Marini (o a Red Ronnie) di valutare quanto calcestruzzo e che genere di armatura sia necessaria per costruire un viadotto, un grattacielo o il ponte sullo Stretto di Messina. Red Ronnie potrebbe dire che secondo lui si potrebbe fare tutto con pali di bambù, ma difficilmente un progetto del genere potrebbe essere approvato da una commissione tecnica. Ma qual è il problema, basta screditare la Commissione dicendo che sono tutti pagati dalla lobby dei produttori di cemento (senza portare prove ovviamente) per vincere qualsiasi dibattito. Lo schema del ragionamento è:

a) è meglio come dico io, che mi sono informato su Internet
b) quelli che dicono il contrario sono tutti pagati!1

Un ottimo momento di spettacolo, anche se ormai davvero banale, ma non un servizio d’informazione. Ed è divertente notare come Red Ronnie, sempre attento a non farsi strumentalizzare da Big Pharma non abbia generalmente alcun problema a farsi strumentalizzare ai fini dell’audience, probabilmente anche i duri e puri sono disposti ad accettare di essere messi in vendita. Red Ronnie ha un suo pubblico, inutile nascondercelo, quelli che la pensano come lui sono – purtroppo – troppi. Ed è per questo che è stato invitato in trasmissione, delle sue idee probabilmente a Porro non interessava nulla, perché lo scopo del gioco era quello di portare quante più persone possibile a guardare un programma agli sgoccioli che in un disperato tentativo di continuare a sperare di esistere, coi soldi pubblici, ovvero anche di quegli italiani che non hanno alcuna voglia di sentirsi raccontare in Rai le fregnacce sui vaccini che fanno diventare autistici.
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Lo strano atteggiamento di Michele Anzaldi su Virus

Ma il conduttore da che parte sta? L’opinione personale di Porro – fortunatamente – non è dato di conoscerla. Ma da quello che ha scritto e da come si è comportato favorendo il fronte anti-vaccinista non c’è dubbio che il suo ruolo sia quello del domatore di leoni che cerca di far danzare gli ospiti secondo il copione che ha in mente. In nome probabilmente di una distorta idea di pluralismo che veniva elogiata, il giorno prima della messa in onda del servizio sui vaccini, anche dal membro della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi del Partito Democratico (già noto alle cronache per il suo attivismo nei confronti di programmi e conduttori sgraditi al Governo) che al Messaggero e ad Affari italiani aveva detto che chiudere Virus sarebbe stato un errore perché si sarebbe fatto un danno al governo e agli italiani dal momento che il contesto, gli argomenti trattati e il modo di condurre le interviste di Porro “evidentemente funzionano”.

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Fonte: il Messaggero 12/05/2016

Il giorno dopo Anzaldi è costretto a fare una parziale marcia indietro e – come riferisce La Stampa – era pronto a raccogliere l’appello di Roberto Burioni per chiedere che il servizio pubblico si faccia carico di informare diffusamente e correttamente sul tema dei vaccini: «Chiederò in un’interrogazione in Vigilanza al servizio pubblico di verificare qualità e quantità degli spazi utilizzati per informare i cittadini su questo», ha fatto sapere Anzaldi. Ma come, la conduzione di Porro non era ineccepibile e fenomenale?