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Il Bistrot di Cannavacciuolo multato per il cibo congelato come un Cucine da incubo qualunque

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Brutte notizie per lo chef stellato Antonino Cannavacciuolo. Il giorno stesso del debutto su Sky della nuova edizione di Masterchef Italia (la prima senza Carlo Cracco) i Carabinieri del NAS sono andati a fare visita al Cannavacciuolo Bistrot di Torino. Da qualche mese Cannavacciuolo ha aperto un nuovo elegante ristorante nei pressi della chiesa della Gran Madre. In fondo il Piemonte è la sua “regione adottiva”. Le due stelle Michelin le ha conquistate con il ristorante Villa Crespi, a Orta San Giulio sul Lago d’Orta e l’anno scorso ha aperto un bistrot a Novara.

Prodotti congelati non indicati sul menù del Bistrot Cannavacciuolo

Il problema per Cannavacciuolo è che i NAS hanno rilevato delle infrazioni che a molti hanno fatto pensare alle disavventure dei ristoratori di Cucine da Incubo, uno dei programmi condotti dal Cannavacciuolo televisivo. Alla fine dell’ispezione i Carabinieri hanno denunciato a piede libero per frode in commercio la moglie dello Chef, Cinzia Primatesta (titolare della società) e il Direttore del Ristorante Giuseppe Savoia. Nessuna denuncia invece per Cannavacciuolo, ma il danno d’immagine è evidente. A quanto pare nel ristorante torinese pesce, pasta, dolci e ortaggi vengono conservati nell’abbattitore (che di per sé non è sbagliato) ma sul menù non è indicato che alcuni ingredienti potrebbero essere congelati.
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Niente di grave, per carità, ma tutti sappiamo che Cannavacciuolo fa “una testa così” ai ristoratori che non usano prodotti freschi. E a qualcuno forse risuonerà nelle orecchie la pubblicità di un noto marchio di pasta dove Chef Antonino promette di farci sentire “il sapore del mare”. C’è poi una multa da 1.500 euro comminata al locale a causa della “mancanza di un corretto sistema di tracciabilità di alcune materie prime utilizzate in cucina”. Anche qui è bene precisare che non si tratta di contaminazioni alimentari o altro ma dell’assenza di un sistema di registrazione preciso e puntuale.

La difesa di Cannavacciuolo

C’è da dire che durante il blitz dei NAS torinesi anche altri ristoranti sono stati multati (le indagini sono iniziate due settimane fa). In tutti i casi i titolari cercano di minimizzare la portata delle infrazioni. Cannavacciuolo in un’intervista a La Stampa ammette che ci sono stati degli errori ma spiega che non c’è nessuna frode e che si tratta di sbagli commessi in buonafede. A proposito degli ingredienti congelati ribadisce che era correttamente indicato ma solo alla fine del menù: «D’ora in avanti un asterisco lo indicherà accanto ad ogni piatto. Fine della storia».

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Cannavacciuolo al lavoro per la preparazione del menù del Bistrot prima dell’apertura (fonte: Facebook.com)

Cannavacciuolo ribadisce che l’abbattimento in congelatore del pesce è obbligatorio per legge e riguardo alla presenza di pasta congelata spiega che sono cose che “possono succedere” quando avanza il cibo. Invece che buttare il cibo avanzato il ristorante lo conserva “per uso interno” ovvero lo mangia il persona e basta.

Va bene il pesce, ma gli ortaggi e addirittura la pasta…
«Quella che finisce in tavola è sempre fresca, ci mancherebbe. Può succedere, però, che ne avanzi un po’. E allora viene congelata, ma esclusivamente per uso personale e non per essere proposta successivamente ai clienti. Insomma, il cibo buono non si butta. Ma quella roba, lo ripeto, ce la mangiavamo noi e nessun’altro».
I controlli degli ispettori hanno anche rilevato materie prime non tracciate, come se lo spiega?
«Anche qui si tratta di un’osservazione tecnicamente corretta: io per primo mi sono stupito e mi sono informato bene con lo staff. Chiariamoci, tutto quello che è stato trovato nella cucina di Torino è assolutamente tracciato. Semplicemente non sono state riscritte le schede dei singoli fornitori sui registri del ristorante. Evidentemente, negli ultimi tre giorni, nessuno ne aveva avuto ancora il tempo».

Anche rispetto alla presenza di materie prime non tracciate Cannavacciuolo ammette che i NAS hanno fatto un’osservazione tecnicamente corretta ma ritene che si tratti di un errore da poco. Le materie prime sono tutte tracciate, quello che è stato trovato è l’assenza della trascrizione delle schede dei singoli fornitori sui registri. Per lo Chef è un problema di mancanza di tempo, un errore a cui si può certamente rimediate. Chef Antonino però è amareggiato: “storie come questa fanno venire voglia di andarsene da un’altra parte”, confessa. E del resto è vero che si tratta di errori banali, ma da uno come Antonino Cannavacciuolo è una cosa che non ti aspetti.
Foto copertina via Twitter.com