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Le botte al medico per portare via la mamma morta di COVID-19

Un medico aggredito a Salerno nell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona: il motivo? I parenti volevano portare via la salma di una donna di 85 anni deceduta a causa del Coronavirus

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“Si condanna fermamente l’ennesima aggressione consumata ai danni di una categoria impegnata in prima linea a contrastare l’emergenza sanitaria che sta interessando anche il nostro Paese”. Lo ha detto in una nota il prefetto di Salerno, Francesco Russo in seguito all’aggressione avvenuta ieri al pronto soccorso del “Ruggi” da parte di alcuni familiari di un’anziana deceduta. “Alla categoria dei medici e degli operatori sanitari voglio esprimere la mia piena solidarietà, nonché la vicinanza di tutte le Istituzioni a tutti gli uomini e donne del settore sanitario che con enorme sacrificio stanno operando sin dalle prime fasi dell’emergenza”. Per Russo “di fronte a questi episodi è naturale un sentimento di indignazione che deve tuttavia portare ad un atteggiamento propositivo di tutte le Istituzioni a vario titolo coinvolte, che sarà impegno riunire nuovamente attorno al tavolo di lavoro già attivato presso questa Prefettura”. Il Prefetto di Salerno ha, poi, rivolto un “ringraziamento a tutte le Forze dell’Ordine e, in particolare all’Arma dei Carabinieri che anche in questa occasione è prontamente intervenuta per sedare gli animi, riportare la situazione alla calma e denunciare gli autori di questa grave aggressione”. Per Russo, in ogni caso, è “necessario, al di la delle azioni che verranno messe in campo, che tutti, a partire dalle giovani generazioni, comprendano appieno il valore della sanità pubblica, l’importanza del lavoro e della professionalità di tutti i medici ed operatori sanitari”: il Mattino racconta cosa è successo:

Hanno aggredito un medico in servizio presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, per portare via la salma della propria madre, morta di Covid ad 85 anni. Momenti di panico sabato pomeriggio: i familiari della donna sono infatti riusciti a raggiungere la stanza «protetta» dove era la salma e sono entrati. Soltanto il deciso intervento dei carabinieri ha riportato la calma. I militari dell’Arma hanno anche proceduto alla denuncia dei responsabili nonostante il medico aggredito non abbia presentato querela, Tutto ciò in virtù delle recente legge numero 113 del 14 agosto 2020 che consente alle forze dell’ordine di procedere in autonomia in caso di aggressione di un medico. L’accusa: interruzione di pubblico servizio. È stata anche fatta segnalazione all’Asl affinché i familiari della defunta possano essere tutti messi in isolamento fiduciario. Sulla questione è intervenuto anche il prefetto Francesco Russo esprimendo oltre che solidarietà alla categoria sanitaria, anche «indignazione» per quanto accaduto impegnandosi ad affrontare ancora una volta il tema della sicurezza presso le strutture sanitarie in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza.