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Martina Rossi, la Cassazione annulla le assoluzioni, ora nuovo processo

A distanza di quasi dieci anni, la Corte di Cassazione ha ribaltato tutto, annullando le sentenze di assoluzione emesse dalla Corte d’Appello di Firenze

Clamoroso a Genova. A distanza di quasi dieci anni da quella tragica notte del 3 agosto 2011, la Corte di Cassazione ha ribaltato tutto, annullando le sentenze di assoluzione emesse dalla Corte d’Appello di Firenze nei confronti di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, i due ragazzi oggi 28enni e all’epoca dei fatti 18enni che si trovavano insieme a Martina Rossi nella stanza 609 di Palma di Maiorca da cui la ragazza è precipitata nel vuoto. Tutto da rifare insomma. Sarà processo d’appello bis.

La decisione arriva dopo la richiesta del procuratore generale della Suprema Corte, che ieri in udienza aveva chiesto che le sentenze e le assoluzioni dell’Appello fossero cancellate, e che quindi si procedesse nuovamente con il Secondo grado,  perché – come scritto nella requisitoria – prove e indizi sono stati «travisati» in modo «superficiale», «frammentario» e «non collegando gli uni agli altri ai fini della valutazione globale».

Chi era Martina Rossi 

Vent’anni, genovese. Studentessa in vacanza – la prima della sua vita da sola all’estero – con alcune amiche a Palma de Maiorca, in Spagna. Prima di precipitare nel vuoto Martina era nella sua camera, al sesto piano di un hotel della città. Estate, precisamente il 3 agosto del 2011. Per lei non c’è nulla da fare, muore sul colpo. Inizialmente si pensa a un suicidio, poi inizia a prendere piede tra gli inquirenti la pista della fatalità o dell’omicidio.

Il primo grado 

Nel 2018, ben sette anni dopo la morte di Martina, il tribunale condanna a sei anni due imputati: si tratta del campione italiano di motocross Alessandro Albertoni, e di Luca Vanneschi, entrambi di 28 anni e entrambi di Castiglion Fibocchi, paese in provincia del capoluogo aretino. Una condanna dura: secondo il tribunale di Arezzo i due avevano tentato di violentare Martina, che per fuggire e raggiungere il terrazzo adiacente sarebbe poi precipitata. La condanna: sei anni di reclusione per tentata violenza sessuale e per aver causato la morte della giovane in conseguenza di un altro delitto. Quest’ultimo reato era poi andato in prescrizione.

L’Appello 

Nel 2020 però la nuova sentenza: il secondo grado ribalta quanto stabilito dal Tribunale di Arezzo. Per il Tribunale di Firenze non è andata così. O meglio, nulla può dimostrarlo, anche se il sostituto procuratore aveva però chiesto per i due tre anni di reclusione per tentata violenza sessuale di gruppo, che sarebbe poi sfociata nella morte – nel tentativo di fuggire – di Martina. Quindi i due vengono assolti, perché – stando a quanto scritto dal giudice di Firenze Angela Annese – “il fatto non sussiste”.