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Maria Elena Boschi non querela De Bortoli

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Sono scaduti i tre mesi per la denuncia per diffamazione a mezzo stampa: Maria Elena Boschi deve evidentemente aver rinunciato a querelare Ferruccio De Bortoli per l’episodio raccontato nel libro dell’ex direttore del Corriere della Sera su Federico Ghizzoni, all’epoca a.d. di Unicredit, e la richiesta di acquistare Banca Etruria. Stefano Feltri e Carlo Tecce ne parlano oggi sul Fatto:

Per la diffamazionea mezzo stampa –l’unico tipo di reato che la Boschi avrebbe potuto contestare a De Bortoli se questiavesse riportatocircostanze infondate –, il termine è di tre mesi. Il conto parte da quando la presunta vittima viene a conoscenza della possibile diffamazione. Possiamo supporre che la Boschi abbia letto già l’8 maggio l’anticipa zione di Lettera43, ma di sicuro il 10 era già ben informata tanto da aver già assunto due legali.
Paola Severino, abituata da anni a lavorare con i potenti italiani della politica e dell’impresa, è molto cauta nel consigliare querele penali per diffamazione. Anzi, le sconsiglia sempre mentre suggerisce le azioni civili. Resta il fatto, però,che se laBoschi non avesse avuto alcuna intenzione di perseguire De Bortoli anche sul piano penale, avrebbe assoldato solo un civilista.

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Il libro di Ferruccio De Bortoli

Resta in campo il professor Zeno-Zencovich, che non ha voluto rispondere al Fatto: per chiedere i danni in sede civile ci sono cinque anni

Ma per la Boschi il punto era soprattutto politico, non economico. E se avesse avuto gli argomenti per tutelare la propria reputazione, molto probabilmente avrebbe agito in tempi rapidi. E invece nulla (come nulla ha fatto la ministra della Funzione pubblica Marianna Madia, nonostante le minacce, dopo gli articoli del Fatto sulle parti non originali della sua tesi di dottorato). Anche perché, dall’uscita del libro di De Bortoli, la posizione della Boschi è diventata sempre più fragile.
Federico Ghizzoni non ha mai smentito le pressioni su Unicredit. Il Fatto ha ricostruito che la dirigente a cui è stato assegnato il fascicolo – probabilmente solo per non risultare scortese verso la ministra –era Marina Natale, nel 2015 responsabile delle strategie del gruppo e oggi alla guida della Sga,società ch edeve gestirei crediti in sofferenze delle due banche venete salvate dallo Stato. La Sga è tutta pubblica e fa capo al ministero del Tesoro di Pier Carlo Padoan, membro delle stesso governo cui appartiene la Boschi.

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