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La mappa delle regioni zone arancioni, gialle e rosse oggi

L’Italia da mercoledì sarà più arancione. Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria cambiano colore e oggi potrebbe toccare anche alla Campania: la mappa aggiornata delle zone arancioni, rosse e gialle

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L’Italia da mercoledì sarà più arancione. Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria cambiano colore e oggi potrebbe toccare anche alla Campania. La curva continua a preoccupare – la percentuale positivi/tamponi rimane sostanzialmente stabile, dal 17,06% di ieri al 17,1 di oggi con 25.271 contagi ma con 147.725 tamponi in meno e con un numero di decessi in più (356 rispetto ai 331 di domenica) – e si moltiplicano gli appelli ad una stretta maggiore.

La mappa delle zone arancioni, gialle e rosse oggi

Come cambiano le restrizioni? Per  le regioni in zona rossa vengono applicate le misure più restrittive previste dal Dpcm. L’uscita di casa va motivata, sono chiusi bar, ristoranti, negozi, la Dad è prevista dalla seconda media in poi. É vietato spostarsi da un Comune all’altro, nonche’ uscire od entrare nella Regione. Torna l’autocertificazione anche per gli spostamenti all’interno di una citta’ . Per chi si trova in zona arancione invece, quindi da domani anche Liguria, Toscana, Umbria, Basilicata e Abruzzo, i ristoranti e bar restano chiusi per tutta la giornata. I negozi restano aperti. La Dad è prevista solo alle superiori. La circolazione all’interno di un Comune è permessa ma non lo è abbandonare il proprio Comune di residenza, domicilio o abitazione. É vietato entrare o uscire dalla Regione. Come l’hanno presa i governatori? Lo racconta il Corriere:

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Cinque regioni passano dal giallo all’arancione nella cartina del rischio, che fa scattare misure più severe. «C’è un aumento di ricoveri in terapia intensiva» spiega la stretta Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Prevenzione. E così da domani in Liguria, Toscana, Umbria, Basilicata e Abruzzo chiuderanno bar e ristoranti e saranno imposte ulteriori limitazioni agli spostamenti. Le nuove regole, già in vigore per Puglia e Sicilia, sono scattate con l’ordinanza del ministro Roberto Speranza, come previsto dall’ultimo Dpcm. «Le zone non sono una pagella, ma un’assunzione comune di responsabilità», chiede «collaborazione totale» ai governatori il ministro Francesco Boccia. A rendere ufficiali le anticipazioni è stato il presidente dell’Abruzzo Marco Marsilio, con un tweet che ha sorpreso e spiazzato tutti nel governo: «Il ministro Speranza mi ha anticipato poco fa l’esito della riunione…». Giovanni Toti ha invece scelto Facebook per commentare il passaggio della Liguria in uno scenario di rischio più alto: «I nostri ospedali sono sotto forte pressione, il mondo medico chiede interventi, il criterio di prudenza deve sempre prevalere». E in Toscana il presidente dem Eugenio Giani ha fatto sapere di aver «espresso parere favorevole»

Qual è il criterio che ha fatto cambiare colore alle regioni? Repubblica chiarisce anche perché Veneto e Emilia Romagna sono rimaste in zona gialla:

L’Abruzzo ha ben 3.349 casi dei quali non si conosce l’origine, cioè non tracciati, e la Basilicata ha un Rt a 1,73. La Liguria ha un’alta occupazione dei letti di discipline mediche (49%, cioè 9 punti sopra la soglia di allerta) e tanti nuovi focolai in Rsa e ospedali. La Toscana ha il tracciamento in crisi, con ben 11.732 nuovi casi per i quali non è stata ricostruita la catena di trasmissione, e un’occupazione delle terapie intensive vicina al limite del 30% (29%). In Umbria preoccupa il sovraccarico delle terapie intensive (sono al 40%) e la crescita dell’Rt a 1,44. A un passo dell’1,5 che la metterebbe in scenario 4 e quindi in zona rossa. Tra le grandi regioni che restano in zona gialla c’è il Lazio, dove sembrano far effetto la campagna per l’utilizzo di massa dei tamponi, oltre all’obbligo delle mascherine e al coprifuoco, decisi in anticipo rispetto al resto del Paese. La regione ha un Rt di 1,2 e un rischio moderato anche se c’è qualche sovraccarico negli ospedali, comunque con curve di crescita dei ricoveri inferiori a quella media nazionale. Anche il Veneto resta giallo, malgrado un Rt alto (1,57), grazie agli ospedali meno impegnati del Paese. Discorsi simile vale per l’Emilia-Romagna, dove il fattore di replicazione è 1,57 ma il rischio moderato

Infine c’è il grande interrogativo della Campania: “Domani analisi dati Campania non ancora pervenuti”, scrive su twitter la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, per spiegare come mai la regione governata da Vincenzo De Luca sia ancora in zona gialla; in realtà, spiega La Stampa, la situazione della regione potrebbe cambiare presto passando direttamente a zona rossa:

Di rosso potrebbe tingersi oggi la Campania. Ieri mattina gli ispettori del ministero della salute sono scesi a Napoli dove per tutto oggi continueranno a fare le pulci ai dati sulla situazione epidemiologica e di tenuta degli ospedali campani. Gli 007 avrebbero già trovato anomalie che farebbero peggiorare da moderato ad alto il profilo di rischio della regione. E poiché anche l’Rt, l’indice di contagiosità, in Campania è già salito a 1,64, sopra il livello che configura lo scenario 4, il peggiore, in base ai criteri sanciti dall’ultimo dpcm la regione finirebbe direttamente in zona rossa. Dove la Campania si troverebbe in compagnia di Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta e Alto Adige, dove già non si può uscire di casa se non per comprovate esigenze di lavoro, di studio o semplicemente per fare la spesa. Dove i negozi, salvo quelli di beni essenziali, restano con le saracinesche abbassate. E dove dalla seconda media in su non si va più a scuola ma si studia via web.