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Le mani di Mafia Capitale su Roma e sull'Italia

quattro re di roma 3

Repubblica pubblica oggi queste due infografiche che raccontano il potere di Mafia Capitale su Roma e le sue ramificazioni nel resto dell’Italia. L’associazione di Buzzi e Carminati, spiega oggi Fabio Tonacci, puntava a prendersi il Cara di Mineo, è scesa in Calabria per far patti con il clan Mancuso, è volata a Londra per comprare case e ha portato soldi Svizzera, Liechtenstein, San Marino, dove ha utilizzato la finanziaria Fidens Project Finance.

Saranno i giudici a stabilire se sia valida l’intuizione del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone,che ha riconosciuto nel gruppo del “Guercio” il modus operandi di una vera associazione mafiosa. Finora, un gip e il tribunale del Riesame gli hanno dato ragione. Quello che però le indagini hanno già consentito di scoprire è la dimensione “italiana ”di certi interessi in ballo, soprattutto quelli che gravitano attorno all’emergenza immigrati. Non è casuale l’ossessione che Buzzi e Carminati avevano per il centro accoglienza profughi di Mineo, in Sicilia. Nel Consorzio che lo gestisce figura come consulente Luca Odevaine, ritenut odalla procura «a libro paga», e 44 bonifici in 2 anni girati dalla Coop 29 giugno sui conti della sua ex moglie stanno lì a dimostrarlo. «Sono in grado di orientare i flussi che arrivano da giù», dice Odevaine in un’intercettazione. Naturalmente quei flussi di disperati finivano nei centri controllati da Mafia Capitale. Con lo stesso obiettivo, cercavano di portare a 300 il numero di ospiti del Cara di Palese, ma il comune di Bari si oppose.

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