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Luigi Pelazza: la Iena espulsa dal Marocco mentre indagava sulla prostituzione minorile

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Può un paese a maggioranza musulmana diventare una delle mete del turismo sessuale? A quanto pare se questo paese è il Marocco sembrerebbe proprio di sì. Nonostante le rassicurazioni del Ministro del Turismo Lahcen Haddad che nega che molti turisti stranieri vengano in Marocco con l’obiettivo di frequentare case chiuse e appartamenti a ore (la prostituzione è illegale in Marocco) il fenomeno esiste. Lo conferma un reportage della televisione francese TF1 dal titolo Les mille et une nuits de Marrakech che documenta la fiorente industria del sesso di Marrakech, considerata la capitale marocchina della prostituzione. Reportage al quale fecero seguito alcuni arresti nell’ambiente degli sfruttatori della prostituzione. Sono cose però di cui in Marocco non si può parlare, e a farne le spese è stato questa volta Luigi Pelazza.

Luigi Pelazza espulso dal Marocco perché indagava sui giri di prostituzione minorile

Luigi Pelazza delle Iene voleva invece andare ad indagare un’altra forma di sfruttamento: la prostituzione minorile. E per questo motivo in questi giorni era a Marrakech per vedere di trovare le prove riguardanti questa abietta forma di sfruttamento. Ad un certo punto però, durante le riprese, la polizia ha fatto irruzione nell’appartamento dove Pelazza e il suo autore stavano facendo un’intervista e li ha tratti in arresto portandoli in Prefettura. Alla troupe delle Iene sono state sequestrate le attrezzature e tutto il materiale girato fino a quel momento e dopo averli tenuti in custodia per qualche tempo li ha espulsi dal Paese scortandoli direttamente in aeroporto da dove sono partiti alla volta di Monaco. Non è chiaro il motivo che ha condotto all’arresto e al sequestro del girato, perché la polizia marocchina non ha voluto fornire spiegazioni ed anzi ha preteso che Pelazza firmasse una non meglio precisata “assunzione di responsabilità” impedendo qualsiasi contatto con l’Ambasciata italiana in Marocco. È evidente che però l’intervento della Polizia ha a che fare proprio con il servizio che Pelazza e Le Iene stavano girando a Marrakech; al Corriere la Iena ha spiegato infatti:

Abbiamo raccolto molto materiale su un grande giro di prostituzione minorile con ragazzi e ragazze di 13 e 14 anni pagati 300 o 400 euro per avere rapporti sessuali. Una rete che coinvolge non solo turisti occidentali ma anche turisti arabi e personaggi locali. Mercoledì intorno alle 14 ci trovavamo in un appartamento di Marrakech per raccogliere la testimonianza filmata di alcuni ragazzi. All’uscita siamo stati bloccati da una decina di agenti

Il Marocco come nuova meta dei turismo sessuale che coinvolge minorenni

Il tema dello sfruttamento della prostituzione minorile è particolarmente sentito in Marocco, soprattutto dopo le violente proteste seguite alla concessione del perdono reale nel 2013 da parte di Re Mohamed VI a Daniel Fino Galvan, un pedofilo spagnolo condannato a 30 anni di carcere con l’accusa di aver stuprato e violentato 11 bambini. Un rapporto dell’UNICEF del 2011 parlava di 19 casi di prostituzione minorile registrati nel 1999 e di 40 mila segnalazioni da parte di minori di episodi di violenza e abusi sessuali riferiti ad una sorta di Telefono Azzurro gestito dal Governo. Nel 2003 il Dottor Najat M’jid ha pubblicato un documento dal titolo A Situational Analysis of Commercial Sexual Exploitation of Children in Morocco dove riferiva i seguenti dati: 102 casi nel 1999 (tra cui 17 di stupro e 19 casi di prostituzione); 69 casi del 2000 (tra cui 9 di stupro e 14 casi di prostituzione) mentre nel 2002 erano stati registrati  38 casi di adulti accusati di sfruttare la prostituzione minorile o istigare i minori alla prostituzione.
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Nei due terzi di questi casi le vittime erano bambine che spesso veniva costrette, in caso di stupro, a sposare il loro aggressore perché disonorate. Nel 2013 James Tennent di Vice raccontava di come il regno nordafricano – grazie alla facilità dei collegamenti con l’Europa – stesse rapidamente diventando la meta alternativa all’Asia per i pedofili che praticano il cosiddetto turismo sessuale. In numerosi casi infatti i pedofili arrestati sono di origine europea (nel 2013 un cittadino francese di 60 venne condannato a 12 anni di carcere e nel 2014 un cittadino inglese di 47 anni venne condannato a 20 anni). Alla base del fenomeno c’è come sempre l’estrema condizione di povertà delle famiglie d’origine (spesso provenienti dalle aree rurali del paese) delle vittime, e – come spiegava un reportage andato in onda sul canale francese M6 nel 2011 –  anche la necessità dei pedofili di trovare mete più convenienti rispetto ai paesi asiatici.

Mentre per quanto riguarda chi abusa dei bambini non sembra esserci un vero e proprio profilo dal momento che possono essere sia cittadini marocchini che stranieri provenienti dall’Europa o dai ricchi paesi arabi del Golfo. Ma non si può non tenere conto, come denunciava Morocco World News tre anni fa, che un ruolo fondamentale lo gioca anche l’atteggiamento permissivo delle autorità che tendono a chiudere un occhio nei confronti di questo genere di sfruttamento sessuale. Questo spiegherebbe anche la scarsità e la mancanza di dati ufficiali aggiornati rispetto al fenomeno che ufficialmente – come per quanto riguarda la prostituzione – non esiste. Le autorità non vogliono infatti macchiare la reputazione del Marocco che vista l’instabilità politica della regione nordafricana in seguito all’ondata della Primavera Araba non solo è diventato uno delle principali mete turistiche dell’area sta anche attirando ingenti investimenti internazionali. L’episodio che ha visto coinvolto Luigi Pelazza sembrerebbe confermare proprio questa tendenza.