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Luigi Negri: la risposta del prete che voleva il Papa morto

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«Non smentisco. Devo parlare con la Chiesa e la mia coscienza. Ho già chiesto un incontro al Papa». Così Monsignor Luigi Negri, vescovo di Ferrara vicino a Comunione e Liberazione ha risposto al Corriere della Sera che gli chiedeva conto della sua affermazione su Papa Francesco “captata” durante un viaggio in treno e pubblicata ieri dal Fatto Quotidiano. “Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro”, avrebbe detto Bergoglio secondo Loris Mazzetti che firmava l’articolo per il quotidiano di Travaglio riferendosi a papa Luciani, morto dopo un mese di pontificato. La frase dell’arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, alto prelato in profondo disaccordo con Francesco e punto di riferimento di Comunione e Liberazione, era seguita da critiche per le recenti nomine di Papa Francesco a Bologna e Palermo, diocesi per anni in mano a Cl, dei vescovi Matteo Zuppi e Corrado Lorefice, due preti di strada.

Luigi Negri: la risposta del prete che voleva il Papa morto

Nel pezzo firmato da Virginia Piccolillo Negri dice anche altro: «Chi mi conosce dirà che da quando, nel ‘57, sono in Cl, non ho mai parlato male del Papa, nella sua funzione oggettiva. Incluso questo. Sono cose inventate, da ricovero alla neurodeliri. Smentirò, ma aspettino 24 ore». Ed è importante il distinguo sulla “funzione oggettiva”: significa che non ha mai criticato la carica ma l’uomo? “Questo nuovo episodio spiega tutto l’odio teologico contro la Chiesa”, ha invece detto Luigi Negri commentando con il direttore della Nuova Ferrara, Stefano Scansani, l’articolo pubblicato oggi dal Fatto Quotidiano. Negri, che al Fatto non aveva replicato, è stato raggiunto in mattinata dopo la celebrazione della messa per i sacerdoti defunti nella casa di riposo Betlem. A Scansani, che ne ha scritto sulla Nuova Ferrara on line, è apparso sereno e pronto al contrattacco. “Se a causa di quanto è accaduto, si fosse determinato uno scandalo, soprattutto nei più deboli, ne chiederemo perdono tutti”, ha invece fatto sapere in serata: “Anche sollecitato dalle recenti gravi affermazioni attribuitemi sulla stampa, ho chiesto al Santo Padre di potere avere un incontro filiale con lui, in cui poter aprire il mio cuore di pastore al suo cuore di Padre universale”. “Per me, fin dagli anni della prima giovinezza – scrive Negri all’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio da lui guidata – vivere il legame con il Santo Padre è stato un riferimento ineludibile e fonte di vita nuova. Senza il costante riferimento al Papa non esiste per nessuno, Vescovi compresi, la possibilità di essere veramente cristiani nel mondo. Lo dimostra il mio pensiero sulla Chiesa e sul Papa nelle decine di comunicati, negli atti di magistero e nelle numerose opere pubblicate. Sento quindi il dovere di coscienza di rinnovare, davanti a voi che siete il mio popolo, la certezza della mia fede in Cristo e della mia totale obbedienza al Papa”.
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Negri dice quindi di sentire “il dovere di coscienza di rinnovare, davanti a voi che siete il mio popolo, la certezza della mia fede in Cristo e della mia totale obbedienza al Papa”. E, prosegue, “anche sollecitato dalle recenti gravi affermazioni attribuitemi sulla stampa, ho chiesto al Santo Padre di potere avere un incontro filiale con lui, in cui poter aprire il mio cuore di pastore al suo cuore di Padre universale perché – nell’incremento della comunione reciproca e rimettendomi al suo consiglio, che per me è l’unico legittimo – possa camminare spedito verso il compimento della fede”. L’incontro “che spero che il Santo Padre vorrà concedermi, lo considero come il gesto di inizio del pellegrinaggio della nostra Chiesa particolare a Pietro, nell’anno straordinario della Misericordia”. Se a causa di quanto è accaduto, scrive ancora il vescovo “si fosse determinato uno scandalo, soprattutto nei più deboli, ne chiederemo perdono tutti. Questa è la mia professione di fede, di obbedienza e di Verità. Tale la sento davanti a voi e al nostro comune Signore e la professo con sicurezza assoluta perché, come diceva Alessandro Manzoni, ‘Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande’”.

Le repliche di CL e Farina

Intanto anche Comunione e Liberazione si dissocia. “Riteniamo indispensabile precisare, a nome del movimento di Comunione e Liberazione, che tali affermazioni − così grossolane nella forma e inaccettabili nel contenuto che sembra impossibile provengano da un Arcivescovo − sono totalmente contrarie ai sentimenti di Comunione e Liberazione nei confronti di Papa Francesco e degli Arcivescovi di Bologna e di Palermo”, scrive in una nota Cl, intervenendo sull’articolo del Fatto Quotidiano “nel quale si riferiscono sconcertanti affermazioni che sarebbero state fatte dall’Arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri”. “Dal giorno della elezione del cardinale Jorge Mario Bergoglio, don Carrón (presidente della Fraternità di Cl, ndr) non si stanca di indicare la testimonianza e il magistero di Papa Francesco come fondamentali per l’esperienza e il cammino di Cl, che desidera costantemente seguirlo affettivamente ed effettivamente in ogni suo gesto e parola. Don Giussani ci ha sempre insegnato che l’amore e l’obbedienza al Papa sono condizioni decisive per un battezzato, se non vuole finire prigioniero delle proprie interpretazioni e dei propri pensieri”. In ogni caso, conclude la nota, “qualora l’Arcivescovo di Ferrara avesse pronunziato tali affermazioni, esse sarebbero unicamente espressione della sua personale opinione e non certo di Comunione e Liberazione, nella quale mons. Negri non riveste alcun ruolo di responsabilità dal 2005”. Intanto Mazzetti sul Fatto di oggi regala qualche pillola della biografia di Negri:

L’INCONTRO che cambierà la sua vita avviene al liceo Berchet di Milano, lì ha come docente di religione don Luigi Giussani, successivamente entra nel suo movimento ecclesiale Gioventù studentesca di cui diventerà anche il primo presidente. Dopo la laurea in Filosofia entra in seminario e nel 1972 è ordinato presbitero. Racconta a Panoramache la decisione di andare in seminario nasce anche come reazione al ’68: “Aiutato dall’attacco alla fede venuto dal professore di Storia e filosofia che ho avuto al liceo, Luigi Marzano, un agguerrito marxista-leninista”. Sempre al settimanale confida che se non avesse scelto il sacerdozio avrebbe voluto diventare carabiniere. Il piglio usato sul treno con il giovane segretario, quando sbotta sulla nomina di Zuppi e Lorefice, è quello del comandante.

Renato Farina, citato come presente durante le esternazioni di Negri, ha intanto annunciato che querelerà Il Fatto.

Caro Direttore, come saprai dalle agenzie ho dato mandato ai miei legali di querelare in sede penale l’autore Loris Mazzetti e il direttore responsabile,che poisaresti tu, del “Fatto Quotidiano”per l’artico lo dovefiguro comeparte mutadi quellache tecnicamentesichiama “intercettazione ambientale”.E poi sareiio la spia.Scelgo lavia penale perché, come da sempre sostenuto date, solo in quellasede ci può essere esibizione di prove e confrontodibattimentale. Doquerelaalmodo diCrocetta,accusato per un’intercettazione che non c’era, supposto colpevole di non dir nulla. Oh come capisco Crocetta.
Infatti nell’articolo de “Il Fatto”fi guro silente e connivente mentre ascoltavo al telefono le minacciose contumelie dell’arcivescovo Negri,il qualeconme,dopo averaugurato la dipartitadi Bergoglio, avrebbe, secondo il Mazzetti, parlato con me “rincarando la dose”. Mi si qualifica inoltre come “a ge nt e Be tu lla ”, ciò che è stato ripetutamente e pubblicamente smentito dal generale Pollari, la cui documentazione probante è stato purtroppo posta sotto il segreto di Stato che invano ho chiesto di sciogliere. Nel sommario dell’articolo, che come tusai beneè insiemealle didascalie la parte su cui casca l’oc chio di tutti, si scrive infatti infamandomi: “Betulla al telefono “Zuppi e Lorefice scelti senza rispetto delle regole, gli farò vedere i sorci verdi”.Uno normalee noniperdotato come te, ad esempio io, che cosa capisce? Smentisco nel modo più risoluto. Tutto. Negri non hamai pronunciatonelle telefonate che ho avuto con lui nel corso degli anni parole irrispettose contro il Papa, qualsiasi Papa, né contro un vescovo, qualsiasi vescovo di “Santa Madre Chiesa”, per usareuna suaricorrenteespressione. Da parte mia, come ho scritto in tutti i miei articoli, e come sanno coloroche miconoscono inprivato, ho una profonda ammirazione perFrancesco, eho stimaper idue nuovi vescovi di Palermo e di Bologna, comeho delresto scritto.E trovo umiliante essere costretto a dirlo dopo un articolo che mi colloca dovenon ero.Ripeto: smentisco tutto. E mi riservo, dopo una chiara presa d’atto da parte tua e le scuse, di non dare seguito legale alla vicenda. P.S. Avete tutti il mio telefono, e rispondo sempre. Avete pure mandato UmbertoPizzi allapresentazione di un mio libro, una telefonatina per informarsi alla fonte, no? Cordialmente, nonostante tutto.

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