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Luigi Marroni: l'a.d. di Consip a rischio

Luigi Marroni, amministratore delegato di Consip, è oggetto oggi di un interessante articolo a firma di Lorenzo Salvia pubblicato sul Corriere della Sera in cui si riportano confidenze che avrebbe fatto ai suoi amici: lui è convinto che vogliano farlo fuori. Questo dopo che nell’interrogatorio davanti alla procura di Roma Marroni ha sostanzialmente confermato quanto detto ai PM di Napoli riguardo le informazioni e le pressioni che gli erano giunta sulla vicenda della gara FM4.

«Hanno deciso di farmi fuori. Io, che in questa storia sono l’unico non indagato». Luigi Marroni, l’amministratore delegato di Consip, non vuole fare dichiarazioni ufficiali. Ma si lascia andare con le persone che gli sono vicine in queste ore. Ore difficili, perché l’ingegnere alla guida della società per gli acquisti della pubblica amministrazione, l’uomo un tempo vicino al Giglio magico che poi ha parlato davanti ai magistrati di pressioni da parte di Tiziano Renzi, il padre dell’ex premier, sembra consapevole di «essere stato mollato».
Ieri il Pd ha presentato al Senato una mozione che chiede al governo di «procedere in tempi celeri al rinnovo dei vertici Consip». La prima firma è del capogruppo Luigi Zanda. Un segnale forte e chiaro. Certo, è anche una mossa tattica in zona Cesarini: martedì verrà votata al Senato la mozione presentata cento giorni fa da Gaetano Quagliariello, del gruppo Idea, che chiede la stessa cosa. «Il Pd si mette in scia per evitare lo smacco di far andare sotto la maggioranza», sintetizza lo stesso Quagliariello. Ma la linea è cambiata.

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L’articolo del Fatto su Marroni e l’inchiesta Consip

La vicenda è importante perché dimostra che Marroni potrebbe finire per fare da capro espiatorio in un’inchiesta arrivata fino al governo: «Vaso di coccio tra vasi di ferro. Nonostante i buoni risultati dell’azienda, rivendicati ancora ieri, con una crescita dell’11% nel 2016, proseguita con lo stesso ritmo anche nei primi mesi di quest’anno».