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Lo strano caso del servizio di Dino Giarrusso sul “Sistema Siracusa” tolto dal sito delle Iene

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«Dino Giarrusso, ex inviato delle Iene ora candidato con il Movimento 5 stelle, che rapporti ha e ha avuto con l’avvocato Calafiore e con Davide Venezia, arrestati per le indagini sulla cricca che aggiustava le sentenze a Siracusa?». È un attacco frontale quello del deputato PD Michele Anzaldi che su Facebook punta il dito contro l’ex Iena e ora candidato del M5S all’uninominale a Roma. Anzaldi ieri ha pubblicato un post dove chiede conto al pentastellato «che rapporti ha e ha avuto con l’avvocato Calafiore e con Davide Venezia, arrestati per le indagini sulla cricca che aggiustava le sentenze a Siracusa».

Le accuse di Michele Anzaldi a Dino Giarrusso per il servizio sul Sistema Siracusa

L’Avvocato Giuseppe Calafiore e Davide Venezia sono due dei 15 arrestati ad inizio febbraio nell’ambito di un’inchiesta sul “Sistema Siracusa” condotta dalla Guardia di Finanza. Gli arrestati, tra cui figurano magistrati, avvocati, professionisti, consulenti e docenti universitari, sono accusati a vario titolo di far parte di un’associazione per delinquere volta a condizionare l’esito di procedimenti giudiziari. Stando a quanto riferisce SiracusaNews dagli atti dell’inchiesta risulta che Davide Venezia sia “uomo di fiducia dei legali Amara e Calafiore”. Piero Amara, 48 anni, avvocato di Augusta, è il protagonista dell’indagine e Calafiore è socio e collega di Amara. Un altro dei principali indagati è il magistrato Giancarlo Longo, autore di numerose inchieste giudiziarie e – secondo l’accusa – sul libro paga di Amara e Calafiore.

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Ma che c’entra l’indagine sul “Sistema Siracusa” con l’ex Iena Dino Giarrusso? Per capirlo bisogna fare un passo indietro di qualche anno, precisamente al 15 novembre 2016 quando le Iene mandarono in onda un servizio, realizzato da Giarrusso, dal titolo “Il Comune è cosa loro”. Quel servizio (che si trovava a questo indirizzo) è stato cancellato dal sito delle Iene. La cosa non ha nulla a che vedere con l’attività politica di Giarrusso, tant’è che un’altra inchiesta realizzata dalla Iene a Siracusa sulle firme false e andata in onda nel dicembre 2016 è ancora presente sul sito del programma Mediaset.

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In un post del 15 novembre 2016 Giarrusso definiva Siracusa “il comune più inquisito d’Italia” come riportato del resto da altri giornali. Nel registro degli indagati dell’inchiesta sui processi “aggiustati” a Siracusa sono finiti anche il sostituto procuratore Marco Di Mauro l’ex pm Maurizio Musco. Il primo assieme a Longo è stato titolare di diverse inchieste sugli atti del Comune.

Dino Giarrusso sapeva con chi si stava accompagnando?

All’epoca Giarrusso aveva raccolto le denunce della consigliera comunale Simona Princiotta (eletta con il PD e poi passata con MDP) per la vicenda relativa all’affidamento del servizio di gestione degli asili nido. Secondo Giarrusso esiste a un vero e proprio “Sistema Siracusa”, un intreccio di soldi pubblici e affari privati di alcuni politici locali e dei loro parenti. Un servizio televisivo che Anzaldi definisce “grossolano” visto che Giarrusso fu protagonista di uno scambio di persona dicendo che l’ex assessore ai Lavori Pubblici Alfredo Foti era coinvolto nella questione degli affidamenti per gli asili quando in realtà la posizione di Foti era già stata archiviata dalla Procura. Per questo motivo l’ex assessore ha querelato la Iena per diffamazione. Il fascicolo era stato assegnato al PM Marco Di Mauro (anche lui tra gli indagati) e nonostante sei solleciti non è mai andato avanti. L’avvocato di Foti ha dichiarato di non aver mai chiesto la rimozione del video.

La questione si complica ulteriormente alla luce dell’arresto di Calafiore e Venezia. Il primo è l’avvocato della consigliera Princiotta e per questo motivo le interviste della Iena Giarrusso si svolgono nello studio del legale. In un editoriale pubblicato su SiracusaNews Giangiacomo Farina ricostruisce l’ingarbugliata vicenda evidenziando come la redazione del quotidiano avesse avvisato Giarrusso “per metterlo a conoscenza di alcune informazioni in nostro possesso”. Consigli a quanto pare ignorati (come suo diritto) da Giarrusso che ora si trova a doversi difendere dalle accuse di Anzaldi.

La difesa di Giarrusso alle accuse di Anzaldi

Dino Giarrusso risponde che il pezzo su Siracusa (quello cancellato, non quello delle firme false) è stato fatto senza sapere nulla delle vicende nelle quali è coinvolto Calafiore. Circorstanza che però viene smentita proprio da Siracusanews. Sostiene Giarrusso che:

L’altro pezzo su Siracusa riguarda invece un incredibile giro d’affari legato a singoli consiglieri comunali che -a detta di uno di loro!- chiedevano soldi anche per votare il bilancio, oltre a gestire in maniera a dir poco dubbia gli asili comunali, i campi sportivi, i contributi a società no-profit. Questo secondo pezzo, è nato dalle denunce della consigliera Simona Princiotta, cui venne bruciata l’auto dopo reiterate minacce, alcune delle quali provenienti da uomini della maggioranza. L’avvocato Calafiore era il difensore di Simona Princiotta, e – come sempre accade per i pezzi de Le iene – girammo alcune interviste al suo studio, dove mi risulta fosse collaboratore anche Venezia. Naturalmente non immaginavo nemmeno vagamente le vicende per cui oggi Calafiore è indagato e posto agli arresti.

Giarrusso ribadisce che i rapporti con l’avvocato Calafiore sono stati “esclusivamente professionali” e che “non mi sono occupato delle vicenda Eni per Le iene, e non sapevo nulla prima dell’azione della magistratura”.

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Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, che ha detto che “Giarrusso è consapevole che la sua ricostruzione non è vera. Per i suoi servizi ha dato ‘fiducia’ a persone oggi arrestate. Personaggi che, come si legge nelle intercettazioni, avevano l’interesse a danneggiare l’amministrazione comunale. Giarrusso si è reso strumento: o era consapevole o è inadeguato”.

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Secondo il sindaco Giarrusso sarebbe andato nello studio dell’avvocato Calafiore (per incontrare la consigliera Princiotta) senza accettare l’invito ad andare in Comune scegliendo così di “presentare una ricostruzione di parte senza un minimo di imparzialità. Aver deciso di narrare solo la posizione di chi mi attaccava lascia pensare che Giarrusso non era interessato a raccontare realmente lo stato dei fatti. Come sindaco di Siracusa mi chiedo il perché di questo comportamento che ha danneggiato l’immagine della città”. Rimane quindi da chiarire come mai Giarrusso sostenga che all’epoca non sapeva nulla quando invece risulta sia stato avvisato dalla redazione di Siracusanews.