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Paolo Macchiarini: così gli italiani si fanno riconoscere anche al Nobel

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Paolo Macchiarini, chirurgo viareggino di fama mondiale è stato considerato per qualche tempo il “mago della trachea” grazie alla sua tecnica di trapianto della trachea che utilizza (per la prima volta al Mondo) le cellule staminali. Dal 2010 al febbraio 2016 Macchiarini ha lavorato al Karolinska University Hospital l’ospedale del Karolinska Institutet, l’ateneo che assegna i premi Nobel. Macchiarini era stato assunto dall’università proprio in virtù del suo curriculum ma a febbraio gli organi di controllo si sono accorti che era pieno di inesattezze e risultata di fatto falsificato così Macchiarini era stato licenziato. Questo accadeva ad inizio 2016 ed in seguito all’allontanamento del viareggino il governo svedese aveva anche azzerato il consiglio direttivo del Karolinska.
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Lo scandalo Macchiarini travolge la Commissione Nobel

Da inizio anno lo “scandalo Macchiarini” o “il Karolinska scandal” così viene chiamato in Svezia sta travolgendo i vertici dell’ospedale di Stoccolma. Numerosi reportage hanno evidenziato come Macchiarini abbia spesso falsificato le prove delle sue operazioni chirurgiche ed esagerato i risultati scientifici dei suoi studi, che però non avrebbero solide basi. Di fatto quello che un tempo era considerato un grande chirurgo si è rivelato essere un semplice truffatore (e in Italia la cosa la si sospettava già da tempo). In seguito è stata avviata un’inchiesta interna con l’obiettivo di accertare le responsabilità all’interno dell’Istituto rispetto all’assunzione del “mago della trachea”. L’esito dell’inchiesta ha portato all’allontanamento di due dei cinquanta membri della Commissione Nobel (ovvero coloro che decidono a chi assegnare il Nobel per la Medicina) si tratta di Harriet Wallberg e Anders Hamsten (rettore del Karolinska), due giudici che non solo avrebbero sottovalutato le scorrettezze e le inesattezze del curriculum di Macchiarini ma a quanto pare hanno esercitato pressioni per farlo assumere. Hamsten in particolare non prese provvedimenti quando venne alla luce che Macchiarini aveva falsificato i dati scientifici relativi al primo trapianto di trachea eseguito a Barcellona nel 2008. Il chirurgo, si legge nel documento, avrebbe approfittato della reputazione del Karolinska per promuovere il suo lavoro e così facendo ha macchiato l’immagine dell’istituto. Ma non finisce qui perché in seguito all’allontanamento dei due giudici Urban Lendahl, il segretario della Commissione Nobel, si licenzia e pare che altri tre giudici si siano autosospesi e non parteciperanno alle votazioni per la nomina del Premio Nobel per la Medicina 2016. Dall’inchiesta interna però sembra siano emerse anche alcune responsabilità di Macchiarini nel decesso di due dei tre pazienti da lui operati al Karolinska Institutet, due decessi per i quali Macchairini rischia (ma sono ipotesi giudiziare che esulano dall’inchiesta interna e sono ancora tutte da valutare) l’incriminazione per omicidio colposo da parte della giustizia svedese. Nel rapporto su Macchiarini, che evidenzia le carenze sia a livello medico che scientifico nella preparazione e nell’esecuzione degli interventi, si legge che un paziente è morto in seguito a complicazioni dopo il trapianto di una trachea artificiale, il secondo per una causa ancora da determinare mentre il terzo fu costretto a essere rioperato negli USA:

The first of the three transplant patients died 30 months after the procedure following severe complications from the synthetic trachea. The second patient died after four months from an unknown cause. The third patient suffered very severe complications that have required continuous hospital care since the transplant in 2012. In May 2016, this patient underwent a lung, trachea and oesophagus transplant from a deceased donor at a U.S. hospital.

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Le truffe di Macchiarini in Italia

L’inchiesta evidenzia inoltre come Macchiarini sia stato assunto dall’ospedale universitario nonostante vi fossero già dei segnali rispetto al suo comportamento professionale espresse dai suoi precedenti datori di lavoro. Il chirurgo infatti è attualmente sotto processo per truffa per il suo operato al Careggi di Firenze dove lavorò tra il 2009 e il 2012. Al Careggi Macchiarini arrivò grazie all’interessamento dell’allora assessore regionale alla Sanità (e attuale Presidente della Regione Toscana) Enrico Rossi che lo volle ad ogni costo per ridare lustro al Careggi. In Toscana Macchiarini è accusato di aver truffato alcuni suoi pazienti in gravi condizioni convincendoli (o tentando di convincerli) a farsi operare in libera professione, naturalmente con un costo elevatissimo (alcuni pazienti hanno riferito di cifre che arrivavano anche a 150 mila euro). Oltre a queste accuse Macchiarini deve anche difendersi da quelle di falso, abuso d’ufficio e peculato, per gli scivolamenti dei pazienti nelle liste operatorie, le assenze in sala operatoria e per le quote spettanti al Careggi che non sarebbero state pagate. E anche al Careggi nel 2010 era stata nominata una commissione di indagine per appurare la veridicità del curriculum del mago della trachea, che vantava di essere stato professore ordinario ma in realtà non era nemmeno professore associato. Anche alcuni Master internazionali, dopo una breve indagine, si rivelarono essere semplici borse di studio. Eppure i vertici del Careggi (così come Rossi) ne uscirono indenni. Ma stando ad un articolo pubblicato da Vanity Fair, Macchiarini sarebbe un truffatore a tutto tondo, uno di quelli che cerca di venderti il Colosseo. Il chirurgo infatti aveva promesso alla giornalista di NBC Benita Alexander di sposarla a Castel Gandolfo, e che a celebrare le nozze sarebbe stato il Papa (del quale Macchiarini sosteneva essere medico personale) alla presenza addirittura del Presidente Obama e dei coniugi Clinton. Tutto era stato organizzato da Macchiarini nei minimi dettagli, la carrozza che avrebbe accompagnato la sposa, il Papa che avrebbe dato la Comunione ai due novelli sposi (benché divorziati), gli inviti agli ospiti da tutto il Mondo e ovviamente la data delle nozze. Peccato però che la data scelta dal superchirurgo coincidesse con quella del viaggio del Pontefice in Sudamerica. Ma soprattutto c’era un dettaglio che rendeva impossibili le nozze: il Macchiarini non era divorziato, anzi, era sposato da trent’anni con la stesa donna.