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L'intercettazione del ministro Lupi con l'indagato Ercole Incalza

Maurizio Lupi è il ministro delle Infrastrutture che ha difeso Ercole Incalza in Parlamento quando sono state presentate dal MoVimento 5 Stelle interrogazioni parlamentari sul suo ruolo e sulle inchieste che lo coinvolgevano sul TAV a Firenze. Nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Incalza,  Stefano Perotti, Francesco Cavallo, e Sandro Pacella, suo collaboratore è citata anche l’intercettazione di una telefonata tra Lupi e lo stesso Incalza, dove il ministro a fronte della proposta di soppressione della struttura di missione o di passaggio della stessa agli ordini della presidenza del Consiglio, arriva a minacciare una crisi di governo.
 
L’INTERCETTAZIONE DEL MINISTRO LUPI CON L’INDAGATO ETTORE INCALZA 
Nel provvedimento viene riportato un brano della conversazione intercettata. Dice Lupi: «…vado io guarda… siccome su questa cosa…te lo dico già…però io non voglio…cioè vorrei che tu dicessi a chi lavora con te che sennò vanno a cagare!…cazzo!…ho capito!… ma non possono dire altre robe!… su questa roba ci sarò io li e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!…l’hai capito non l’hanno capito?!». La Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, è scritto nell’ordinanza, opera alle dirette dipendenze del ministro ed è stata diretta per anni da Ercole Incalza, soggetto secondo gli inquirenti «in grado di condizionare il settore degli appalti pubblici per moltissimi anni». Nell’ordinanza di custodia cautelare, citata dall’ANSA, c’è anche scritto che Perotti, l’imprenditore arrestato, «ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi», figlio del ministro. Oggi lo stesso Lupi ha parlato dell’indagine, sottolineando che da parte del governo e del suo ministero «c’è la “massima disponibilità e collaborazione per accertare e verificare» dopo l’inchiesta della procura di Firenze sugli appalti per Alta Velocità e Grandi Opere. Il ministro ha parlato a margine di un convegno a Belluno: «Siamo assolutamente convinti che in questo Paese si debbano realizzare le grandi opere che sono assolutamente necessarie e che debbano essere realizzate in tempi certi, nella maniera più trasparente e combattendo qualsiasi fenomeno di corruzione – ha aggiunto Lupi – Da questo punto di vista abbiamo sempre detto in tutti i casi e anche in questo che c’è la massima disponibilità e collaborazione da parte del mio Ministero e da parte del Governo intero per accertare e verificare».
 
CHI ERA INCALZA PER LUPI

Per Lupi, Incalza «era ed è una delle figure tecniche più autorevoli che il nostro Paese abbia sia da un punto di vista dell’esperienza tecnica nazionale che della competenza internazionale, che gli e’ riconosciuta in tutti i livelli. Non a caso e’ la persona che viene definita come il padre della legge obiettivo ed il padre della possibilità che nel nostro Paese si siano realizzate le grandi opere». Incalza, ha aggiunto Lupi, avrà l’opportunità di difendersi dalle accuse che gli sono state fatte. «Credo che noi dobbiamo in ogni caso auspicare e sollecitare che su queste cose non ci sia nessun ombra – ha proseguito il ministro – E’ nell’interesse del Governo, dei cittadini, di chi vuole che le grandi opere si realizzino e credo sia anche nell’interesse di chi e’ stato indagato, in modo tale che possa togliere qualsiasi ombra o, laddove ci dovessero essere delle responsabilita’, giustamente pagare per le responsabilità accertate». Il MoVimento 5 Stelle è tornato a chiedere le dimissioni di Lupi: «Più volte il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni dell’ingegnere Ercole Incalza come capo della struttura di missione sulle Grandi Opere. Ma la risposta del ministro Lupi è stata sempre la stessa: Incalza è l’uomo giusto al posto giusto. Adesso è la magistratura a spiegarci cosa volesse intendere il ministro», scrivono i deputati grillini delle commissioni Trasporti, infrastrutture e ambiente della Camera. «Non importa che oggi, come sottolinea il ministro in un pronto comunicato stampa, Incalza non ricopra più ruoli pubblici. Lo sappiamo bene che da qualche mese è ufficialmente pensionato. Ma Lupi lo ha difeso quando era pluri-indagato. Quando solo la prescrizione lo salvava dalle indagini, quando le intercettazioni rivelavano il suo ‘impegno’ per le Grandi Opere. Incalza in 14 anni ha attraversato indette sette governi. Ora il ministro dovrebbe fare un’unica scelta di dignità: dimettersi», dicono i deputati 5 Stelle.
Edit: “Non ho mai chiesto all’ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato”. Lo chiarisce il ministro dei trasporti Maurizio Lupi in una nota, precisando che il figlio lavora a New York dai primi di marzo.

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