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L'indagine su Luca Lotti

Luca Lotti è indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento nell’inchiesta della procura di Napoli sugli appalti pilotati alla Consip in favore di cartelli di imprese spinti dal manager Alfredo Romeo. La notizia, rivelata ieri dal Fatto Quotidiano, parte dall’ipotesi d’accusa nei confronti dell’imprenditore napoletano e del manager Consip Marco Gasparri (appena rimosso dall’incarico di direttore Sourcing Servizi e Utility della società appaltante del ministero delle Finanze) formulata dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Enrica Parascandalo nell’indagine che tocca il cosiddetto «Giglio magico», stelle della pubblica amministrazione vicine all’ex premier Renzi.

L’indagine su Luca Lotti

“Siamo pronti a spiegare subito ogni cosa. Aspettiamo solo che la Procura ci convochi. I magistrati di Roma hanno appena ricevuto il fascicolo e quindi ha più senso sostenere un interrogatorio dopo che i pm si sono lette le carte. Il ministro Lotti è comunque sereno e pronto a dimostrare la propria estraneità a quanto gli sarebbe attribuito”, ha detto l’avvocato Franco Coppi, difensore del ministro dello sport indagato dai magistrati di Napoli nell’ambito di una inchiesta sugli appalti Consip, una cui tranche è stata trasmessa nella Capitale. Il comandante generale Tullio Del Sette si è presentato ieri alla Procura per dare la sua versione sui fatti. Il generale ha negato di avere masi svelato al presidente della Consip Luigi Ferrara l’esistenza dell’indagine sulla Consip. Spiega Marco Lillo sul Fatto:

COME PER LOTTI e Saltalamacchia, la ragione dell’iscrizionesul registro degli indagati è proprio il verbale di Marroni. Durante un esame a sommarie informazioni durato quattro ore, ipmHenry John Woodcock, Celeste Carrano ed Enrica Parascandolo si sono fatti dire dall’amministratore di Consip tutti i nomi di quelli che gli riferirono dell’esistenza di un’inchiesta su Consip. Tra questi ci sono i tre indagati per rivelazione di segreto ma anche altri soggetti istituzionali. L’amministratore delegato della società controllata dal ministero dell’Economia, è quindi il punto debole, la falla nella diga, che ha fatto scricchiolare il Giglio magico diRenzie l’Arma dei carabinieri. Il Fatto ha scritto da tre giorni che Marroni ha “cantato” martedì notte davanti ai pm di Napoli.
Quando si è visto chiedere perché avesse fatto fare una bonifica contro le microspie, avrebbe raccontato chi gli rivelò l’esistenza dell’indagine sulla Consip. Il grande accusatore non ha smentito nulla finora ed è tuttora amministratore delegato di Consip. Sostanzialmente la principale stazione appaltante del governo italiano è retta da un manager che accusa uomini chiave dei Carabinieri, nonché del governo e del suo partito di riferimento diavergli svelatoun’inda gine. Delle due l’una: o Marroni mente o dice la verità. In entrambi i casi non si comprende come possano restare al loro posto tranquillamente sia lui sia Lotti sia Del Sette. Se il ministro e il comandante, come affermano, non sapevano nulla delle indagini e non hanno mai detto nulla a Marroni e Ferrara, stiamo mantenendo a capo della centrale acquisti della pubblica amministrazione un vile traditore che infilza con le sue bugie anche l’amico e sponsor politico. Se il ministro sapeva e Marroni ha detto il vero, è Lotti a non potere più rivestire il ruolo formale di ministro e quello sostanziale di rappresentante del leader del Pd Renzinel governoGentiloni.

luca lotti indagato 1

L’inchiesta Consip a Napoli

A stretto giro il ministro dello Sport Luca Lotti su Facebook ha replicato alla notizia del quotidiano romano chiedendo di essere ascoltato il prima possibile. “Sarei indagato per rivelazioni di segreto d’ufficio. E’ una cosa che semplicemente non esiste. Inutile stare a fare dietrologie o polemiche. Sto comunque tornando a Roma per sapere se la notizia corrisponde al vero e, in tal caso, per chiedere di essere sentito oggi stesso. E’ una cosa che non esiste e non ho voglia di lasciarla sospesa”. La verità – del resto – è più forte di qualsiasi polemica mediatica e non vedo l’ora di dimostrarlo”, sottolinea il ministro. Che rientrando nella Capitale ha poi partecipato alla riunione del Consiglio dei ministri convocato oggi alle 12.  La magistratura sospetterebbe – secondo il quotidiano – a suo carico i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. La fuga di notizie avrebbe infatti consentito la bonifica ambientale degli uffici dei vertici Consip dalle cimici fatte mettere dai magistrati nella sede nazionale di via Isonzo a Roma. Motivo per cui i pm napoletani titolari dell’inchiesta su Consip Henry John Woodkock, Celeste Parrano, Enrica Parascano hanno trasmesso per competenza le carte sulla fuga di notizie alla Procura di Roma guidata da Giuseppe Pignatone. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio riporta, insieme alla notizia dell’indagine sul ministro, anche la sua risposta che è “no” alla domanda se sia sua la responsabilità di aver informato l’Ad di Consip Luigi Marroni dell’inchiesta in corso sulla società del Governo da lui amministrata. Il Pd, intanto, si schiera al fianco del ministro. “Non vorrei che una inchiesta, che come mi spiegano gli inquirenti è una sorta di prelievo del sangue di cui vanno fatte le analisi, si trasformi in colpevolezza di qualcuno”, dice il presidente dell’Anci Antonio Decaro. “Lotti è persona onesta e seria. Se ci sarà sostanza nell’iniziativa della magistratura ho fiducia che le cose si chiariranno con rapidità e nella piena fiducia nel lavoro dei magistrati”, dice il capogruppo alla Camera Ettore Rosato. Mentre qualche parlamentare non nasconde una certa preoccupazione per il clima, che porta tra l’altro – notano – il deputato di Forza Italia, Pietro Laffranco, a chiedere le dimissioni del ministro ancor prima che sia stata confermata la notizia dell’indagine. E il senatore Stefano Esposito è critico: “Sala ha scoperto di essere indagato dai giornali, Lotti scoprirebbe di essere indagato dai giornali. Sarebbe abbastanza grave l’ennesima fuga di notizie. Woodcock, nome noto e pm vulcanico, non so se è in cerca di pubblicità, sicuramente non nasconde la sua voglia di fare il proprio lavoro”.

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