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Le ruspe nella valle dei Templi ad Agrigento

E’ cominciata la demolizione degli immobili abusivi realizzati nella zona archeologica di Agrigento. Le ruspe stanno lavorando in contrada Poggio Muscello, radendo al suolo un muretto di recinzione, opera già acquisita al patrimonio del Comune. “Si comincia con la rimozione di qualche debole graffio all’interno del meraviglioso parco archeologico di 1.300 ettari”, ha detto il sindaco Lillo Firetto. La Procura di Agrigento, con il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, già all’inizio di giugno aveva lanciato un vero e proprio ultimatum: “si proceda alle demolizioni, altrimenti l’autorità giudiziaria procederà per abuso di ufficio ed omissione di atti di ufficio a carico dei responsabili degli uffici degli enti competenti che impediscono il ripristino della legalità nella zona del parco archeologico della valle dei Templi”. Parole rivolte al Comune di Agrigento, alla Sovrintendenza ai beni culturali e al parco archeologico. Da circa due anni è stato completato un censimento di immobili abusivi mai demoliti. Si parla di circa 650 manufatti. La Procura, lo scorso 16 luglio, aveva concesso 30 giorni di tempo per avviare le demolizioni.
 
LE RUSPE NELLA VALLE DEI TEMPLI AD AGRIGENTO
Ancor prima che le ruspe entrassero in azione per radere al suolo il muretto di cinta abusivo, prima opera da eliminare, i legali del proprietario di uno dei manufatti hanno addotto un vizio di forma. Secondo i suoi legali, per dare esecutività alla sentenza che dispone la demolizione e che risale al 1999 è necessaria la verifica del titolo esecutivo. In contrada Poggio Muscello restano ferme le ruspe che vengono presidiate da polizia, carabinieri e forestale.  “Fra circa un’ora arriverà il provvedimento della Procura e le ruspe potranno entrare in azione”, dice il sindaco di Agrigento Lillo Firetto dopo lo stop alle demolizioni di un manufatto abusivo nella Valle dei Templi. Secondo i legali del proprietario dell’opera, per dare esecutività alla sentenza che dispone l’eliminazione del muretto è necessario un “incidente di esecuzione”, ossia la verifica del titolo esecutivo. Il muro è il primo bene inserito nell’elenco delle demolizioni. E secondo il programma del Comune oggi sarebbe la sola opera da buttare giù.
 
IL PM DÀ L’OK
Il sostituto procuratore di Agrigento, Carlo Cinque, ha ordinato di dare seguito al provvedimento del procuratore della Repubblica di Agrigento del 3 dicembre 1998 che disponeva la demolizione di un muro abusivo realizzato nella Valle dei Templi, prima opera che il Comune dovrà eliminare. Il pm ha delegato la sezione di Pg del corpo Forestale. Le ruspe stamattina erano state bloccate dai legali della proprietaria del manufatto che avevano opposto un vizio di forma. “Rilevato che con sentenza n. 517/1995 veniva ingiunta la demolizione del fabbricato illecitamente edificato” da una agrigentina “a cui veniva data esecuzione con provvedimento del procuratore della Repubblica di Agrigento del 3 dicembre 1998 regolarmente notificato in data 16 dicembre 1999 alla condannata – scrive il Pm – e ritenuto che, per costante giurisprudenza della Corte di Cassazione, l’ordine di demolizione emesso in sentenza dal giudice deve essere eseguito dall’autorità giudiziaria ordinaria, atteso che trattasi di provvedimento di tipo ablatorio caratterizzato dalla sua natura giurisdizionale” non accogliendo l’istanza del 21 agosto della proprietaria, il sostituto procuratore ha ordinato “di dare seguito al provvedimento esecutivo del procuratore della Repubblica di Agrigento del 3 dicembre 1998”.