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L'assalto al campo nomadi di Acilia Dragona

Una decina di colpi di pistola contro roulotte e camper. E un proiettile che passa la parete della baracca e buca l’armadio. Così è cominciato nella notte tra 26 e 27 dicembre l’assalto al campo nomadi di Acilia e Dragona messo in scena da alcuni motociclisti che hanno sparato verso le baracche: i carabinieri hanno recuperato una decina di bossoli di due armi di calibro diverso, una 7,65 e una 40. Il tutto intorno alla mezzanotte, quando nel campo, che da oltre venti anni è accolto su un lotto di terreno di via Enrico Ortolani, dormivano una quarantina di persone,
appartenenti a dodici famiglie rom, tra cui otto minorenni.

campo nomadi acilia dragona
Il campo nomadi di Acilia Dragona (Twitter)

Il Messaggero racconta la dinamica dell’accaduto:

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai militari della compagnia Ostia gli attentatori erano quattro, suddivisi in due scooter. Si sarebbero avvicinati al campo nomadi proprio da via Ortolani e avrebbero sparato dopo aver urlato frasi ingiuriose nei confronti degli occupanti. «Zingari di m…. ve ne dovete anna’» e anche «Zingari questa non è casa vostra». Desta sospetto il fatto che gli attentatori non abbiano scelto di sparare dal sovrastante viadotto Zelio Nuttal, ovvero da una posizione più comoda per le molteplici vie di fuga che avrebbero potuto prendere. Gli investigatori ipotizzano che la scelta di mostrarsi ai destinatari del messaggio di piombo non sia stata casuale ma voluta per farne capire la provenienza. Gli occupanti dell’accampamento sono stati identificati e sentiti a verbale. «Noi siamo tranquilli – lamenta il capotribù, Pasquale – anche se ogni volta che c’è un furto in zona tutti ci accusano. Viviamo onestamente, io sono un calderaro, lavoro il rame e pure mio figlio».

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Il pattuglione di controllo era stato deciso alla luce anche di due fatti di cronaca avvenuti nei giorni scorsi. Il 22 dicembre un 39enne pregiudicato, residente in quel campo, è stato arrestato dalla polizia dopo che con una complice era stato trovato in possesso di una carta bancomat rubata pochi minuti prima in un appartamento di via Isole di Capoverde. La coppia stava tentando un prelievo in uno sportello di via della Marina. Lo stesso giorno era finito in manette un altro rom di 19 anni dell’accampamento: aveva investito con la sua auto una donna di 83 anni in via Lilloni ed era scappato senza prestare soccorso. Viaggiava su un’auto con targa francese sulla quale sono in corso accertamenti.