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L'Aquila, la contestazione a Matteo Renzi

È stata annullata la prima tappa all’Aquila del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Lo ha riferito il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci. Prima dell’arrivo del premier momenti di tensione tra forze polizia e manifestanti. L’appuntamento era alla nuova sede del Comune. Scontri anche vicino alla sede della seconda tappa. Proprio per motivi di sicurezza il primo appuntamento che si sarebbe dovuto tenere al ristrutturato palazzo Fibbioni, nuova sede della municipalità aquilana, è stato spostato presso la sede del Gran Sasso Science Institute, alla Villa Comunale. In questo luogo, il premier avrebbe dovuto avere un secondo ed ultimo appuntamento con i sindacati e con le associazioni di categoria in particolare quelle imprenditoriali. Intanto nel marasma creatosi nel parapiglia tra le forze dell’ordine e i manifestanti, uno di questi ultimi ha accusato un malore lungo via San Bernardino (nella quale si affaccia lo stesso palazzo Fibbioni) proprio a causa dello scontro avuto con il cordone delle forze dell’ordine ed e’ stato trasportato in ospedale in ambulanza unitamente ad una poliziotta rimasta leggermente ferita sul setto nasale a causa degli stessi tafferugli.
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Ad inscenare la protesta, in particolare, sono i comitati “3 e 32” e “Ombrina mare”. Tra la folla e le forze dell’ordine c’è stato anche un piccolo contatto subito arginato dal cordone di sicurezza. In un altro striscione campeggia la scritta “Renzi non ti vogliamo, vattene”. L’incontro tra il presidente del Consiglio e le istituzioni politiche della citta’ e della regione e’ in programma a palazzo Fibbioni, nel cuore del centro storico della citta’ devastata dal sisma del 6 aprile del 2009. La visita del primo ministro a L’Aquila era stata annunciata più volte, e poi smentita, da circa un anno e mezzo. Temi centrali del summit aquilano saranno, in particolare, i fondi governativi per la ricostruzione post sisma e il problema della restituzione di tributi e contributi sospesi a causa del terremoto con la legge nazionale n. 183 del 2011. Con questo provvedimento lo Stato aveva disposto la restituzione alle imprese del cosiddetto cratere sismico al 40% dei tributi e contributi. Agevolazioni sempre concesse dallo Stato per qualsiasi calamita’ naturale fin dal 1990. Tuttavia l’Unione europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, per la quale viene richiesta la restituzione di tali agevolazioni fiscali, poiche’ Bruxelles doveva essere informata prima dell’entrata in vigore della legge n. 183 del 2011, cosa che, effettivamente, non e’ avvenuta.
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La polizia ha effettuato una carica di alleggerimento contro i manifestanti che sono arrivati davanti alla sede del Gran Sasso Institute all’Aquila. Davanti alla sede del Gran Sasso Institute i manifestanti hanno acceso fumogeni e lanciato uova contro gli agenti di polizia in tenuta antisommossa. A questo punto è partita la carica di alleggerimento dei poliziotti che hanno allontanato i contestatori a circa 200 metri di distanza. Dalle 17.20 un cordone di agenti sta tenendo a distanza i manifestanti, esponenti di associazioni e comitati locali.
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“Tra le diverse centinaia di abruzzesi che sono in questo momento a L’Aquila per chiedere di incontrare il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, per manifestargli la volontà dell’Abruzzo di non essere trasformato in un distretto petrolifero, è presente anche una rappresentanza del Wwf”, dichiara il delegato regionale Wwf presente alla manifestazione dell’Aquila nell’ambito della visita del premier Renzi. ”È grave che il presidente del Consiglio sfugga al confronto con gli abruzzesi dopo che sta massacrando il loro territorio e il loro mare – aggiunge Di Tizio – Perché Renzi non vuole ascoltare la voce di chi vive e lavora in queste terre? Perché non vuole spiegare le ragioni che stanno spingendo il suo Governo a trasformare la regione verde d’Europa in una regione nero petrolio? Cosa devono fare gli abruzzesi per farsi ascoltare? Non era mai successo che un politico evitasse di confrontarsi con i cittadini in questo modo, neppure quando era presidente del Consiglio Berlusconi”.
 
 
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