Attualità

L’America delle stragi quotidiane

chris harper-mercer

Gli americani uccisi da armi da fuoco sul suolo americano sono 316.545 tra 2004 e 2015; nello stesso periodo gli americani uccisi in attentati terroristici in tutto il mondo sono 313: in questa infografica pubblicata oggi da La Stampa si vede la contraddizione dell’America delle stragi quotidiane:

Secondo i dati del Pew Center, negli Stati Uniti vivono 318 milioni di persone, e ci sono in circolazione fra 270 e 310 milioni di armi varie. Nel 2013 queste armi hanno fatto 33.169 vittime, fra 11.203 omicidi, 21.175 suicidi, 505 incidenti e 281 decessi ancora non classificati. Durante l’intera guerra del Vietnam, per capirsi, morirono circa 58.000 soldati americani. Dagli attentati dell’11 settembre 2001 in poi, la lotta al terrorismo ha dominato il dibattito strategico negli Stati Uniti, eppure le vittime sono molto inferiori. Dal 2004 al 2013, in base alle statistiche dei Centers for Disease Control and Prevention, 316.545 americani hanno perso la vita sul suolo nazionale a causa delle armi da fuoco, contro i 313 uccisi dai terroristi all’estero e in patria.
E’ vero che l’11 settembre morirono in un solo giorno quasi 3.000 persone, ma nel lungo periodo non c’è paragone fra la pericolosità di al Qaeda, e quella di fucili, pistole e mitra, venduti legalmente o illegalmente negli Usa. l problema è che si stanno moltiplicando soprattutto i «mass shooting», cioè le stragi in cui almeno quattro persone perdono la vita. Dall’inizio del 2015 allo scorso agosto ne sono avvenute più di una al giorno, al punto che ormai gli Stati Uniti hanno il 5% della popolazione mondiale e il 31% dei «mass shooting» globali.

i morti pistola usa
Confronto tra cittadini americani uccisi in attentati terroristici e uccisi da armi da fuoco (La Stampa, 4 ottobre 2015)