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La storia del topo morto al San Camillo (smentita dall'ospedale)

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Un topo morto nella mensa del San Camillo: la denuncia arriva dal presidente di Assotutela Michel Maritato, esponente di Forza Italia. Ma il dg dell’ospedale romano Fabrizio D’Alba replica: è tutto falso e strumentale. “Solo pochi giorni fa – scrive in una nota Maritato – ci eravamo ritrovati a segnalare l’avvistamento di scorpioni, oggi siamo invece a denunciare un episodio gravissimo: la presenza di un topo morto all’interno della mensa. Un fatto da far rabbrividire, che dimostra la precarietà sanitaria e ambientale di una struttura, come mensa e cucine, dove vengono preparati i cibi destinati a tutti i pazienti. Dove sono i controlli legati a igiene e pulizia? Cosa ne pensa di questo degrado la direzione dell’ospedale romano? Come vuole agire adesso il presidente della Regione Nicola Zingaretti? Al fine di tutelare i diritti dei cittadini utenti, come associazione ci rivolgeremo alle autorità competenti”.

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Foto Assotutela da Roma Sociale

Il topo morto al San Camillo? La smentita dell’ospedale

“Nessun roditore è stato ritrovato davanti ai locali mensa da parte della squadra che quotidianamente svolge attività di controllo nelle aree interne e quelle verdi di tutto il nosocomio – la replica di D’Alba – La denuncia è falsa e strumentale, così come è falsa la foto che la sostiene. Appare sospetta la circostanza della diffusione di questa falsa denuncia in concomitanza con la delicata fase del cambio appalto per la ristorazione avvenuto appena 36 ore fa, nella notte tra sabato e domenica. E’ chiaro che l’associazione si sta prestando a strumentalizzazioni che hanno lo scopo di porre sotto pressione l’Azienda. Una modalità grave che va nella direzione di creare allarmismo tra i dipendenti e gli utenti, oltre che danneggiare l’immagine dell’Ospedale. Un tentativo becero che non può una volta di più lasciarci silenti. Un attacco contro il quale – conclude il dg del San Camillo – l’azienda risponderà con tutti gli strumenti a sua disposizione, anche denunciando Assotutela e quanti non verificando ‘l’infondatezza’ dell’informazione si fanno veicolo della diffusione di notizie false”.