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La ridicola «verità» dell'Unità sulla TASI

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Oggi il quotidiano di Matteo Renzi L’Unità ci dice “la verità” sulla TASI. Quale sarebbe la clamorosa rivelazione del quotidiano di Renzi riguardo la tassa sulla casa? La verità è quello che già tutti sapevano da prima che fosse rifondata l’Unità: per ville e castelli la TASI vale 85 milioni, per le altre prime case 3,6 miliardi. L’abolizione aiuta i redditi medi e bassi e l’80% degli italiani proprietari di case normali. Essendo il quotidiano di Renzi, non ci si meraviglia molto che il concetto di verità sia qualcosa da piegare agli interessi del premier, come lo stalinismo insegna.

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L’apertura dell’Unità sulla Tasi

E infatti se è vero che la TASI su ville e castelli vale 85 milioni, l’abolizione invece aiuta sì i redditi bassi, ma aiuta molto di più i redditi bassi. Lo capirebbe anche Berija, ma una figura del genere avrebbe troppa libertà intellettuale per poter fare il caporedattore all’Unità: per equità basterebbe togliere la TASI a quell’80% e mantenerla per ville e castelli e il problema sarebbe risolto. Ma questa semplice soluzione nemmeno sfiora la verità dell’Unità della TASI. E nemmeno la sfiora la circostanza della scomparsa della riforma del Catasto, che avrebbe allargato la platea di possessori di case di lusso visto che c’è ancora chi ha la casa accatastata come edificio popolare magari vivendo in centro nelle grandi città. In questa simulazione della CGIA di Mestre si spiega come l’abolizione della TASI per tutti dà vantaggi soprattutto a chi è più ricco:
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Quanto vale la manovra (La Repubblica, 17 ottobre 2015)

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Quanto vale la manovra (La Repubblica, 17 ottobre 2015)

La riforma del Catasto è stata cassata da Renzi qualche mese fa mentre era in dirittura d’arrivo. Ma non ditelo agli stalinisti: sarebbero capaci di dire che la verità è un’altra. La loro.

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