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La protesta per le tre ragazze italiane arrestate a Calais

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Sabato 23 gennaio cinquemila persone sono scese in strada a Calais per manifestare contro le politiche di gestione dei flussi migratori dei governi francese e inglese. A Calais la questione è particolarmente sentita perché nella città francese sono decine i migranti accampanti in attesa di poter cogliere l’occasione per attraversare la Manica e approdare in Inghilterra. La situazione va avanti oramai da mesi ma negli ultimi tempi le autorità cittadine hanno iniziato gli sgomberi delle baraccopoli improvvisate dove i migranti trovano rifugio prima di tentare di scavalcare le recinzioni poste nei pressi dell’imbocco dell’Eurotunnel.

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L’opera di Banksy comparsa di fronte all’Ambasciata francese a Londra per criticare l’uso dei gas lacrimogeni contro i migranti

Welcome to the Jungle

L’accampamento, chiamato dai residenti “Jungle” nei mesi scorsi aveva ospitato fino a cinquemila persone, molte delle quali – secondo le autorità francesi – sono state trasferite all’interno di unità abitative ricavate da container. Non tutti però hanno accettato questa soluzione, all’incirca un migliaio di migranti vive ancora nelle tende, un po’ per paura di finire in una specie di centro di detenzione, un po’ per non perdere i legami di solidarietà che questa comunità ha creato nel corso del tempo dell’attesa.

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La mappa della Jungle, l’accampamento dei rifugiati a Calais (fonte: BBC.com)

 
Durante la manifestazione di sabato diverse centinaia di persone (c’è chi dice 350) sono riuscite a superare il cordone di sicurezza stabilito dalle forze di polizia francesi attorno al porto di Calais e – tramite uno squarcio nella recinzione – alcuni migranti ed attivisti sono riusciti ad arrivare fino ad un traghetto. Il Ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ha dichiarato che sono stati fermati 350 migranti che erano entrati nell’area portuale, oltre a loro sono state arrestate 35 persone, 9 delle quali sono attivisti del movimento pro-rifugiati No Borders. Tra questi ci sono tre cittadine italiane i loro nomi sono Martina, Valentina e Ornella tutte e tre residenti in Francia per motivi di studio. A quanto pare le ragazze non sono state rilasciate al decorrere del periodo di fermo di 24 ore e sono invece state trasferite al Centro di detenzione amministrativa (Centre de Rétention Administrative / CRA) di Lille, l’accusa – riferisce InfoAut – è quella di disturbo dell’ordine pubblico (altri attivisti sono accusati di aver aiutato i migranti a forzare le recinzioni e di accesso abusivo sul traghetto Spirit of Britain). Il rischio per loro è quello di essere espulse dalla Francia (nonostante siano cittadine europee) e per questo è stata organizzata per oggi dalle 14 in punto una tweetstorm sull’account Twitter dell’Ambasciata francese in Italia.
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L’idea è venuta a quelli di Off Topic Lab che vogliono tentare una specie di mail bombing via Twitter:

Facciamo al contrario: prima come si fa, poi la spiega.
1) preparate dei tweet con img, almeno uno dei due hashtag suggeriti, messaggi contro l’espulsione e per la liberazione delle tre attiviste
2) inviamoli a partire dalle 14 in punto alla cortese atttenzione dell’account dell’ambasciata @franceenitalie (la stessa cosa si può riprodurre via fb o mail)
3) ingaggiamo tante e tanti a costruire un flusso che costringa l’ufficio preposto a segnalare quanto li stiamo pressando da questi lidi.
Il ‪#‎tweetstorm‬ è lo strumento che useremo oggi per proseguire l’iniziativa aperta con l’appello di ieri per la liberazione di tutte/i i fermati a Calais. Tra gli altri le tre attiviste italiane rischiano l’espulsione, quindi oggi ci rivolgiamo all’ambasciata francese in Italia per il loro rilascio immediato.
Solitamente i tweetstorm erano basati sopratttutto sulla costruzione di un hashtag che, risalendo rapidamente l’algoritmo del social media di riferimento, andava in top chart offrendo un po’ di visibilità alla causa di turno. Noi vogliamo tentare un esperimento diverso: qualcosa di più simile al mail bombing ma “pubblico”. Ben visibile a tutt*. Ogni tweet sarà un appello alla convergenza perché in molti sappiano, nelle praterie della diplomazia, che qui stiamo attenti e pronti a proseguire la campagna di pressione per i migranti di Calais, le/gli attivisti fermati, le tre compagne che vogliamo rivedere presto libere!
Dateci una spinta per la buona riuscita dell’iniziativa!

L’esito dell’appello contro il probabile decreto d’espulsione delle tre attiviste italiane è previsto per venerdì.