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La mamma che vendeva le foto della figlia di 13 anni

La storia la racconta oggi il Messaggero ed accade a Tivoli. Una madre scattava le foto alla figlia tredicenne mentre provava completini intimi nei camerini dei centri commerciali e le inviava con WhatsApp ad alcuni clienti.

I pagamenti, a partire da cinquanta euro circa per foto, avvenivano con versamenti sulla carta di credito prepagata della mamma. Gli acquirenti probabilmente venivano agganciati attraverso i social network. Così potrebbero essere maturati i primi contatti e le prime trattative.
I provvedimenti sono scattati dopo che i poliziotti del team antiviolenza, coordinati dall’ispettore superiore Davide Sinibaldi, hanno messo insieme tutti i tasselli della vicenda: non solo i protagonisti sono stati tenuti d’occhio, ma altri incastri sarebbero arrivati incrociando tabulati telefonici e movimenti di denaro verso la carta della donna.

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Tra gli acquirenti, secondo il racconto del quotidiano, anche persone insospettabili. La madre, indagata a piede libero per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico è stata allontanata dai figli e le è stata sospesa la potestà genitoriale.

Mentre le indagini proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone e di questo se ne occupano gli agenti della polizia postale di diverse province. La donna, originaria di Guidonia, avrebbe cercato di non destare sospetti nella casa famiglia di cui erano ospiti.
Per riuscire a scattare le foto aveva escogitato un “gioco” tutto sommato facile da mettere in atto. La mamma, con la scusa di accompagnare la figlia in centri commerciali, magari banalmente per provare vestiti e abbigliamento intimo nei camerini dei negozi, l’avrebbe immortalata in deshabillé.