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La lettera sulle valanghe che il comune di Farindola ha ignorato

hotel rigopiano dirigente mail 1

Fabio Tonacci su Repubblica di oggi racconta di una lettera datata 18 dicembre 2014 e finita agli atti dell’inchiesta della procura di Pescara che indaga per disastro colposo e omicidio colposo plurimo:

La lettera su carta intestata è firmata dall’assessore regionale che, due anni fa, aveva la delega alla Protezione Civile: Mario Mazzocca. «Caro sindaco, al fine di favorire una maggiore conoscenza della particolarità del nostro territorio e anche i possibili rischi connessi alla sua frequentazione, abbiamo elaborato la Carta storica delle valanghe, che troverai nell’allegato dvd».
Era indirizzata ai comuni che tra il 1957 e il 2013 avevano subito almeno una slavina. Tra questi, c’è Farindola, dove sette mesi prima della lettera era stato eletto il giovane sindaco Lacchetta, ingegnere trentenne. Il dvd che gli fu recapitato conteneva un “Gis”, un software per la navigazione cartografica, che evidenziava un fatto: nelle vicinanze dell’hotel Rigopiano, sul versante del Monte Camicia che insiste sulla provinciale 37 si erano registrate 32 valanghe. Una, nel 1999, aveva investito la strada, in località Castelli, prima del bivio che porta al resort. «La mappa — prosegue la lettera di Mazzocca — deve intendersi non come una potenziale carta del rischio valanghe, ma come strumento utile per conoscere meglio il territorio».


Dunque Lacchetta è, deve essere, perfettamente a conoscenza che perlomeno la viabilità di quella zona è vulnerabile:

Il punto è che a Farindola, come scrive Il Centro, da 12 anni nessuno convoca la commissione valanghe, cioè l’organismo che normalmente riceve il bollettino Meteomont, lo valuta, e lo “declina” sul proprio territorio. Il consesso, cioè, dove un sindaco si può formare un’opinione tecnica, ed eventualmente decidere un’ordinanza di sgombero “per pericolo incombente” o la chiusura delle strade. La commissione, però, a Farindola smette di lavorare tra il 2005 e il 2006. Proprio nel periodo in cui fu deciso che il piccolo albergo estivo sarebbe stato acquistato e trasformato in un resort con piscina e spa, aperto tutto l’anno.

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