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La faida del Gargano

Dopo l’arresto avvenuto ieri di sette componenti del clan Perna, il Corriere della Sera riepiloga in questa infografica la cosiddetta Gomorra del Gargano, ovvero la faida che sta decimando i clan dal 2015, dopo l’uccisione del boss Angelo Notarangelo, «garante» degli equilibri tra famiglie. Il Gargano e Vieste sono stati sconvolti da una faida tra due clan, guidati rispettivamente da Marco Raduano e Girolamo Perna, che tra gli affiliati malavitosi ha provocato 9 morti (oltre a un caso di«lupara bianca»).

Il 5 agosto scorso la Lettura del Corriere della Sera ha dedicato una lunga inchiesta alla «Gomorra del Gargano». Traffico di droga sulla rotta Albania-Puglia. Due clan rivali. Una faida dimenticata: senza romanzi, senza serie Tv, senza considerazione dell’opinione pubblica nazionale, anche se il rapporto tra abitanti e omicidi, in questo momento, non ha paragoni nel resto d’Italia.

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La faida del Gargano (Corriere della Sera, 11 settembre 2018)

La faida del Gargano è una guerra scoppiata per questioni di abigeato e poi trasformatasi in lotta per il controllo del territorio e dei traffici illeciti. La piu’ nota è quella tra i Li Bergolis e gli Alfieri-Primosa di Monte Sant’Angelo. Una guerra iniziata oltre 30 anni fa e scandita da oltre 30 omicidi, altrettanti tentativi di omicidio e decine di casi di Lupara bianca. Un tempo alleati dei Li Bergolis e del capo famiglia Francesco, detto “Ciccillo” vi erano anche i Romito. Poi l’alleanza subì una rottura e anche queste due famiglie entrarono in guerra uccidendosi tra loro. Un’altra faida è quella di San Nicandro Garganico tra i Tarantino e i Ciavarrella. Tutto inizio’ con il furto di un bovino. La catena di delitti comincia il 28 marzo del 1981 quando scompaiono nel nulla – forse inghiottiti per sempre da una delle grotte garganiche o, secondo alcuni, dati in pasto ai maiali – cinque componenti della famiglia Ciavarrella: Matteo, di 57 anni, la moglie Incoronata Gualano, di 55, e i tre figli, Nicola, Giuseppe e Caterina, di 17, 16 e 5 anni.

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Le famiglie del Gargano (Il Messaggero, 10 agosto 2017)

Per questa strage viene condannato all’ergastolo Giuseppe Tarantino, primo di otto fratelli. Matteo aveva testimoniato nel processo del furto di bovino e doveva essere vendicato. Diciassette gli omicidi contati sino ad oggi che hanno l’unico obiettivo di eliminare il rivale che porta quel cognome. E quando tutti i Tarantino o i Ciavarrella sono terminati si passa ad eliminare i cognati. Una faida che racconta anche la storia di una donna, diventata collaboratore di giustizia, che prima e’ sposata ad un Tarantino e poi diventa l’amante di un Ciavarrella. Poi c’è l’ultima guerra, quella che si sta svolgendo a Vieste dopo il vuoto di poter creato dall’omicidio di Angelo Notarangelo, detto “Cintaridd”, ucciso nel gennaio del 2015, secondo alcuni da qualcuno che gli era amico e che voleva scavalcarlo. Famiglie in guerra tra loro ma che a seconda della convenienza si alleano anche con qualche clan della Società, la mafia di Foggia. Una guerra tra ex allevatori ora diventanti imprenditori dei traffici illeciti, tra cui la droga e le estorsioni.

In copertina: l’arresto del boss Tommaso Pacilli

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