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La bufala del messaggio del rabbino Di Segni al Family Day

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Alle 13.43 l’agenzia di stampa ASCA ha raccontato di una lettera del rabbino capo di Roma letta dal palco del Family Day. L’agenzia di stampa riportava questo testo:

Messaggio al Family Day del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, nella breve lettera letta dal palco della manifestazione che, di fatto, ha preso il via a Roma in un Circo Massimo gremito ma non strapieno di presenze, si afferma che “la vostra manifestazione e’ importante” perché, aggiunge l’esponente ebraico, “non si stravolga” il concetto di famiglia in una società già carente di certezze. Il rabbino capo di Roma ha poi fatto riferimento alla cosiddetta stepchild adoption aggiungendo che “i bambini non sono animali da esperimento”.

La notizia era stata riportata da molte testate che l’hanno successivamente rettificata:
family day rabbino di segni
Di Segni era stato citato durante la manifestazione anche dal presidente del comitato ‘Difendiamo i nostri figli’ e organizzatore dell’evento Massimo Gandolfini: “Avevamo la sensazione che poteste essere tanti – ha detto rivolgendosi alla folla- ma siete molti di più. Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ci ha ricordato che, secondo la tradizione ebraica, quando un evento si ripete tre volte esso diventa consuetudine. Noi ci ritroviamo qui in piazza per una manifestazione come questa per la terza volta, quindi ci auguriamo che questa possa divenire una consuetudine”. Subito dopo era intervenuto Mario Adinolfi, giusto per farci presagire che una tragedia era in agguato: “Una piazza cosi’ non si era mai vista”. Alle 18,30 il rabbino Riccardo Di Segni smentisce di aver mandato messaggi al Family Day:
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Di Segni aveva mandato un messaggio in occasione del Family Day del 22 giugno 2015 di «solidarietà alle famiglie in piazza». Ovvero: molto probabilmente dal palco è stato letto il messaggio del 2015, scambiandolo probabilmente per l’adesione al Family Day di oggi. Rimane il mistero sulla citazione di Gandolfini.

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