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La banda che spara aghi dalle auto a Torino

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La squadra mobile di Torino, guidata da Marco Martino, da qualche giorno è sulle tracce di chi ha mandato all’ospedale cinque persone, colpite alle gambe da lunghi aghi d’acciaio. Nessuno è ferito in modo grave e gli aghi analizzati non sono infetti. La Stampa ipotizza che non si tratti di un singolo ma di una banda di ragazzi.

La banda che spara aghi dalle auto a Torino

Il primo indizio da analizzare sono le “armi” utilizzate. In un primo momento si era parlato di aghi per iniezioni peridurali, simili per forma e lunghezza a quelli ritrovati. La Repubblica Torino invece ipotizza che si tratti di  freccette da caccia che hanno punte d’acciaio lunghe 10 centimetri: la polizia sta controllando i negozi per risalire agli acquirenti. Il primo evento è accaduto la sera del 25 settembre, intorno alle 20, per le strade del quartiere di San Donato.

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I dardi del tipo di quelli utilizzati a Torino (Foto: La Repubblica Torino)

C’è anche un altro dettaglio interessante: a quanto pare la stessa cosa è successa in altri periodi di tempo a Udine e Milano. Il 12 settembre, scrive Repubblica, era stata diffusa la notizia che a Mondovì un automobilista aveva trovato il finestrino della sua macchina parcheggiata perforato da un dardo. Lo stesso giorno a Torino dei ragazzi a Borgo San Paolo si erano messi a sparare da un cortile verso le finestre con un fucile ad aria compressa.

Le indagini su chi spara aghi a Torino

Si può pensare che i dardi siano stati sparati da una balestra o da uno strumento simile (altri pensano a una semplice cerbottana). Tutti quelli che sono stati colpiti hanno segnalato il passaggio di un’automobile rasente al marciapiede e con alcune persone a bordo prima di finire feriti. Tutti i colpiti si sono fatti visitare in ospedale, chi al Maria Vittoria, chi al Giovanni Bosco. Suono stati subito dimessi, visto che gli esami avevano escluso infezioni legate alla puntura.

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Gli aghi del modello che potrebbe essere stato utilizzato a Torino

C’è anche chi ipotizza che potrebbe essere stata utilizzata una sparachiodi, ma è l’ipotesi meno probabile. Secondo La Stampa il raid è durato un’ora forse di meno. Il centro di Torino in quei giorni è semiblindato da migliaia di poliziotti arrivati per il G7. Sembra l’azione di un folle. E in effetti con tutti i poliziotti in giro il rischio di farsi beccare aumenta.

Le zone di azione della banda degli aghi

La Stampa riepiloga in un’infografica le zone in cui sono state colpite le vittime: piazza Rivoli, via Nicola Fabrizi, corso Tassoni. Intanto a indagare è il pubblico ministero Nicoletta Quaglino, che per adesso procede per lesioni con l’utilizzo di un’arma. Che però non è stata ancora individuata con certezza.
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Le persone ferite sono cinque in totale. Ciascuno sta bene. Intanto la polizia ha cominciato a controllare le telecamere di sorveglianza per vedere se riesce a trovare tracce del passaggio dell’auto. Se ci sono, i protagonisti potrebbero avere le ore contate.