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«La bambina picchiata per il crocifisso? La religione non c'entra»

Ieri si è parlato tantissimo di una bambina aggredita davanti alla madre fuori da una scuola di Terni da un altro bambino “per motivi religiosi”, ovvero per il crocifisso che portava al collo. Secondo il racconto dei carabinieri il bambino avrebbe detto alla bambina «togliti quel crocifisso». Ma oggi Umbria24 fa parlare la dirigente scolastica dell’Istituto che smentisce che il fatto sia accaduto per motivi religiosi:
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«La scuola non può avere responsabilità – prosegue – visto che il fatto è avvenuto fuori. Però certo è un fatto grave, che però secondo me è riconducibile più ad un problema di integrazione del bambino che a motivi religiosi. Nei giorni scorsi il ragazzo aveva già litigato con la stessa bambina. Forse non si sono capiti su qualcosa, forse sono semplici dinamiche tra ragazzi. E in questo forse abbiamo sbagliato anche noi, che dovevamo vigilare di più. Poi questa incomprensione è finita alle mani. E questo ovviamente è grave. Ma non ne facciamo una tragedia nazionale».
Non parla italiano «Del fatto del crocefisso – prosegue la dirigente – ha parlato solo la mamma della bimba, che è stata di fatto l’unica testimone dell’accaduto. Io ci ho parlato, ho parlato anche con i genitori del ragazzo, che ha iniziato qui in classe il 27 aprile scorso. Viene dal Senegal, dove viveva con i nonni, e con il ricongiungimento è arrivato in Italia. Non parla nemmeno italiano, per questo credo sia difficile integrarsi per lui. I genitori li conosco, sono integrati e sono in Italia da tantissimo tempo. Anche la loro figlia viene qui a scuola con noi».

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