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Kim Jong Un e l'appello a mangiare carne di cane

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Anche quest’anno il binomio vincente Kim Jong Un e cani torna a far parlare di sé i giornali di tutto il mondo. Due anni fa aveva suscitato orrore e sgomento la notizia che il dittatore nordcoreano aveva giustiziato lo zio Jang Song-thaek dandolo in pasto ad un branco di cani affamati. Una notizia che però si era rivelata infondata perché in realtà lo zio di Kim era stato sì giustiziato ma da un “normale” plotone d’esecuzione.
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I dog days coreani: i giorni più caldi dell’anno

Stando a quanto riporta il sito sudcoreano Korea Times questa volta invece Kim Jong Un ha invitato la popolazione a nutrirsi di carne di cane, spiegando che si tratta di un prodotto molto importante per la dieta i cui benefici per la salute sarebbero addirittura superiori a quelli di carni più comunemente consumante (in Occidente) come pollo, manzo o maiale. Sempre stando al sito sudcoreano, che non linka direttamente nessuna fonte, i vari media nordcoreani sono impegnati in questi giorni a spiegare come macellare, frollare e cucinare la carne di cane, in modo da ottenere il massimo apporto nutrizionale possibile. A quanto pare sono stati anche lanciati alcuni concorsi culinari con piatti a base di cane. Come ricorda Korea Times il cane è un alimento tradizionale coreano, anche se in Corea del Sud il consumo di questo tipo di carne sta andando lentamente scomparendo. Ma non è tanto il ritorno alle tradizioni di una volta ad aver spinto il regime della Corea del Nord a promuovere il consumo di cane quanto la crisi dei raccolti che ha colpito il Paese quest’anno. A causa delle scarse piogge infatti la produzione di riso è stata estremamente bassa, e la scarsità di cibo è la più grave dalla grande carestia del 2011. Stando ad un rapporto delle Nazioni Unite per soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione il Governo dovrebbe importare almeno 700 mila tonnellate di grano, ma si prevede che gli acquisti verranno limitati ad appena 300 mila tonnellate. La situazione è così disperata che a quanto pare il dittatore ha deciso di promuovere la cultura del consumo di carne di cane per tentare di ovviare al problema della scarsità di cibo. Il 70% della popolazione (ovvero 18 milioni di persone) sopravvive infatti unicamente grazie alle razioni distribuite dal governo.

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I commenti alla notizia sul Corsera

Sembra però abbastanza strano che il regime ammetta in questo modo la sua incapacità di sfamare il popolo. E sembra altrettanto strano che una popolazione ridotta alla fame debba farsi invitare consumare una delle poche fonti di proteine a disposizione. Del resto qualche decina di anni fa anche nelle aree più povere d’Italia era prassi consumare carne di gatto ma non è che si facesse pubblicità a questa pratica. Infine rimane il dubbio su come i nordcoreani possano procurarsi la tanto prelibata carne di cane. Anche se è vero che alcuni cittadini tengono i cani come animali domestici appare improbabile che la maggioranza dei nordcoreani si possa permettere di avere ed allevare un cane. Del resto la storia viene presentata in modo molto simile a come venne annunciata la bufala riguardante l’intenzione McDonald’s di servire hamburger a base di carne di cane in Corea del Sud. Anche all’epoca la – falsa – spiegazione riportava che i coreani mangiavano carne di cane in estate durante i cosiddetti “giorni del cane” (boknal) ovvero i giorni più caldi dell’estate perché la carne di cane dà maggiore energia.
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La Corea del Nord riprende la produzione di plutonio

La probabilità che si tratti di una bufala è alta, del resto nessuna testata seria ha riportato la notizia ed in questo caso la mancanza di prove è un indizio che la notizia sia contraffatta o inventata. La Reuters ad esempio ha riferito di due importanti accadimenti: il primo è la defezione di un diplomatico dell’ambasciata nordcoreana a Londra, la seconda – decisamente più preoccupante della carne di cane – è l’annuncio dato dall’Istituto per l’Energia Atomica a proposito della ripresa della produzione di plutonio. Nemmeno in questo caso non si sa se tratta di una mossa “pubblicitaria” del Regime e a quanto ammonti realmente la produzione di plutonio. Intanto oggi la Corea del Sud ha annunciato la defezione del vice ambasciatore nordcoreano in Gran Bretagna, che è scappato a Seul con la famiglia. Il Ministero dell’Unificazione ha riferito che Thae Yong-Ho si è rifugiato da Londra nella capitale sudcoreana con moglie e figli. Il fuggiasco e la famiglia sono, al momento, “sotto la protezione del governo” di Seul, ha spiegato il portavoce del Ministero dell’Unificazione, Jeong Jon-Hee, il quale si e’ rifiutato di rivelare l’itinerario seguito da Thae per non menzionare i paesi che vi sono implicati. “Per motivare la defezione, il ministro Thae ha citato il suo disgusto per il regime di Kim Jong-Un, la sua ammirazione per il sistema libero e democratico della Corea del Sud e l’avvenire della famiglia”, ha aggiunto il portavoce. Defezioni di diplomatici del rango di Thae Yong-Ho sono estremamente rare. Il giornale sudcoreano Joong Ang Ilbo, che ha per primo diffuso la notizia, ha spiegato che Thae viveva sotto la pressione di Pyongyang di contrastare l’ondata di critiche della comunità internazionale sul tema dei diritti umani. Numerosi casi di defezione dalla Corea del Nord sono occorsi negli ultimi mesi, tra cui quello più clamoroso di 12 dipendenti di un ristorante nordcoreano e del loro direttore in Cina. A luglio scorso, poi, la stampa hongkonghese ha riferito della fuga di uno studente di 18 anni in visita nell’ex colonia britannica per partecipare a un campionato internazionale di matematica. Qualsiasi nordcoreano si rifugi al Sud deve prima di tutto affrontare un lungo programma di interrogatori affidati ai servizi di sicurezza, allo scopo di smascherare possibili spie.