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Jesse Olivieri: l'uomo entrato con una pistola alla Casa Bianca

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L’uomo armato di pistola che alle 15,06 di ieri ora locale, ha cercato di entrare nel perimetro della Casa Bianca è stato identificato come Jesse Olivieri, un trentenne della Pennsylvania che ora si trova in stato di detenzione dopo che un agente del ‘secret service’ lo ha colpito al torace ed è stato ricoverato in gravi condizioni in ospedale. Per un’ora ieri la Casa Bianca è rimasta in stato di ‘lockdown’, con nessuno che poteva entrare o uscire dal complesso. Il presidente Barack Obama non era a Washington al momento dell’incidente, ma nel Maryland. All’interno della Casa Bianca si trovava il vice presidente Joe Biden. Nessun altro è rimasto ferito nell’incidente. All’interno dell’auto dell’assalitore c’erano munizioni per la sua arma. Prima di aprire il fuoco il ‘secret service’ ha più volte avvertito a voce l’assalitore, ha assicurato il portavoce del servizio di protezione del presidente David Lacovetti.

Jesse Olivieri: l’uomo entrato con una pistola alla Casa Bianca

Secondo una prima ricostruzione l’aggressore si e’ avvicinato brandendo una pistola ad uno degli ingressi della residenza di 1600 Pennsylvania Avenue, all’altezza del West Executive Drive, da dove si accede agli uffici governativi. Molti i passanti che in quel momento si trovavano nell’area, la maggior parte turisti. Immediata la reazione degli agenti che, dopo aver intimato all’uomo di gettare l’arma, di fronte al suo rifiuto hanno aperto il fuoco. Ferito all’altezza del torace, l’aggressore e’ stato trasportato in ospedale dove verserebbe in condizioni critiche. Il presidente al momento della sparatoria non era comunque in residenza, essendosi recato alla base di Andrews per una sessione di golf, come spesso accade il venerdì pomeriggio. Non e’ chiaro, invece, se negli appartamenti della first family vi fosse qualcun’altro. L’allarme e’ cessato quando investigatori e forze dell’ordine hanno avuto la certezza che l’aggressore aveva agito da solo. Le indagini dovranno appurare ora il perche’ di tale gesto, se frutto o meno di una persona con disturbi mentali. Non è la prima volta che la Casa Bianca e’ bersaglio di persone che vogliono colpirla o penetrarvi. Molti i casi degli ultimi anni che hanno messo in serio imbarazzo i vertici del Secret Service e che hanno portato ad un innalzamento delle misure di sicurezza.