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Indiegogo: paga anche tu la tua parte di debito greco!1

C’è chi crede che la soluzione del debito greco non possa essere lasciata unicamente nelle mani delle istituzioni internazionali. Lo pensa il Governo Greco che ha indetto un referendum per chiedere ai propri cittadini cosa fare con le proposte avanzate dalla Troika. Lo pensano tutti gli economisti da tastiera che intasano le bacheche Facebook con la loro indignazione ma, fortunatamente, lo pensa anche un ragazzo inglese che ha lanciato una campagna di crowdfounding sulla piattaforma Indiegogo.

From the people, for the people
From the people, for the people

DALLA GENTE, PER LA GENTE
Per chi non sapesse cos’è il crowdfounding si tratta di un metodo di co-finanziamento collettivo che consente di chiedere agli utenti di supportare un progetto che può essere la realizzazione di un disco, chiedere qualche dollaro per un’insalata di patate oppure tentare di ripianare il debito della Grecia con il FMI il tutto in cambio di una ricompensa (in base all’entità del contributo donato). Thom Feeney (che fino a poco fa si occupava di marketing) ha avuto l’idea di chiedere agli utenti di chiedere di contribuire a ripianare il debito da 1.600.000.000 Euro che i greci devono restituire al Fondo Monetario Internazionale. L’idea è molto semplice, se ciascuno dei 500 milioni di cittadini europei si impegnasse a donare poco più di 3 Euro questa tranche del debito greco potrebbe essere ripianata. Ma siccome probabilmente Angela Merkel non ha intenzione di partecipare alla campagna allora c’è anche la possibilità di finanziare con altri importi la sfida di Feeney. In base all’entità della donazione i partecipanti al crowdfounding potranno scegliere diverse ricompense simboliche, tutte rigorosamente made in Grecia: si va dalla cartolina di Tsipras al cesto di prodotti tipici (feta, olive, Ouzo, vino greco etc) ma se vi sentite davvero generosi potrete donare qualcosa di più e con 5.000 Euro avrete una vacanza di una settimana in Grecia per due persone (cinque persone hanno già acquistato questa ricompensa). La scommessa è impegnativa, ma se la campagna non raggiungerà la quota prevista tutti i “finanziatori” si vedranno restituire gli importi elargiti. Come spiega Feeney nella presentazione:

This isn’t just about Greece, but about the Greek people, the working classes and trying to help other ordinary people across the world. If governments, corporations or banks won’t help, what can we do but band together. If we don’t reach that target, what a wonderful message it sends out. It shows that whether you’re a working class lad in Yorkshire, Scotland or Athens other people around the world care about you, even if your government has forgotten. You can make a difference.
It shows that so many people care about giving to people when they need it most, not kicking them while they’re down. To help an economy recover we need investment and stimulus, not cuts and austerity.

Le statistiche fino ad ora sulla campagna per pagare il debito della Grecia con il FMI (fonte: https://go.indiegogo.com/blog/2015/07/by-the-numbers-the-world-comes-to-greeces-rescue-through-crowdfunding-for-the-price-of-a-feta-salad.html)
Le statistiche fino ad ora sulla campagna per pagare il debito della Grecia con il FMI (fonte: https://go.indiegogo.com/blog/2015/07/by-the-numbers-the-world-comes-to-greeces-rescue-through-crowdfunding-for-the-price-of-a-feta-salad.html)

Per ora la campagna sta andando bene, difficilmente arriverà al miliardo di euro (fin’ora le campagne di crowdfunding di maggiore successo hanno ricevuto cifre assolutamente non paragonabili a quella richiesta), ma vale la pena tentare. Nessuno scapperà con i soldi. Certo, è un modo ingenuo di pensare di risolvere il problema del debito greco e anche se avesse successo sarebbe probabilmente poco più che un palliativo. Il tutto ammesso e non concesso che ci sia il modo di fare arrivare il denaro raccolto in Grecia, cosa che è attualmente allo studio. E sì, come dicono alcuni critici Indiegogo si sta facendo un sacco di pubblicità grazie a questa iniziativa, e certo un miliardo e qualcosa non sono quasi nulla se paragonati agli oltre trecento miliardi che costituiscono il totale del debito greco. Ridicola poi la controproposta:

Quelli che sperano di fare una qualche differenza potrebbero dare soldi direttamente a un’organizzazione benefica greca, oppure andare a mangiare in un ristorante di proprietà di greci, oppure comprare prodotti greci.

Allora diamo i soldi ad una charity (il che non è così diverso da darli al Governo vista la realtà delle cose). Oppure ancora meglio andiamo a mangiare al ristorante greco preferito del nostro quartiere, questo sì aiuterà i greci (perché gli emigranti mandano tutti i soldi a casa vero?) sicuramente il ristorante pagherà le tasse in Grecia e non in Italia (o dove salcazzo è il vostro ristorante greco preferito). Oppure compriamo prodotti greci (il che in effetti è esattamente quello che farà anche la campagna con i soldi raccolti). Geniale. Se volete donare fatelo. Se potete andare in Grecia in vacanza fatelo. Io la mia cartolina di Tsipras l’ho prenotata e non penso certo di aver salvato il mondo.

Il grafico urlava: AGGIUNGETE ROSSO, AGGIUNGETE ROSSO così ci prenderanno sul serio
Il grafico urlava: AGGIUNGETE ROSSO, AGGIUNGETE ROSSO così ci prenderanno sul serio

L’IDEONA DI QUELLI DELLA LISTA TSIPRAS
Vi ricordate quelli della Lista Tsipras? La lista per le elezioni europee degli italiani affascinati dalla rivoluzione di Syriza che non sono riusciti nemmeno a mantenere la promessa più semplice (i capolista avrebbero dovuto dimettersi per lasciare il posto al primo non eletto). Sono probabilmente gli stessi che in una recente crisi di identità e di idee hanno dato vita ad un altro “spin-off di successo” la lista Noi Possiamo (rovinare le buone idee degli altri vestendole con lo stesso effetto di una cicciona nei panni di Kate Moss). Bene questi geni della comunicazione hanno promosso l’ennesima inutile petizione e raccolta firme. La rinuncia al debito greco da parte dei singoli cittadini che detengono i crediti nei confronti dei greci. Un modo simpatico per indignarsi e non impegnarsi. Alla fine un click costa davvero poco oggigiorno.
L'annuncio che mette in vendita la Grecia su Ebay
L’annuncio che mette in vendita la Grecia su Ebay

LA GRECIA IN VENDITA SU EBAY
Come sempre in questi casi c’è qualcuno che mette in vendita il paese, questo il testo dell’annuncio Ebay che mette in vendita l’intera Grecia, una valutazione poco generosa ma l’obbiettivo è farsi una risata, ecco il testo dell’annuncio:

Prezzo onesto, si parte da un euro. Chi di aggiudica l’asta dovrà pagare solo 1,6 miliardi a FMI E rimborsare circa 330 miliardi di euro di debito pubblico. Ma , una volta disbrigate queste inezie burocratiche, potrà contare su sole, mare, buon pesce, feta, sirtaki tutti i week end, e, quando sarà stanco, a 52 anni potrà richiedere la pensione. (Offerta non comprensiva del porto del Pireo)