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Come funzionano gli arretrati del Canone Rai?

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Ultime notizie dal fronte del Canone Rai. La buona notizia è che è finalmente attivo un numero verde a cui rivolgersi per tutti i casi particolari (e sono tanti) che non sono contemplati nella paginetta delle FAQ sulle nuove modalità di pagamento della tassa più odiata dagli italiani. Il numero di telefono è 800.93.83.62 ed è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 21. Se avrete fortuna potrebbe quindi capitarvi di parlare con un operatore che forse sarà in grado di aiutarvi. Nel frattempo però il consiglio è quello di mantenere la calma e di non farsi prendere dal panico, perché – per fortuna – c’è ancora tempo fino a luglio prima di trovarsi la prima rata del Canone (da 70 euro) addebitata sulla bolletta della corrente elettrica.
 

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Il canone RAI nella bolletta della luce: il confronto con l’Europa (5 ottobre 2015)

È vero che dovrò pagare tutti gli arretrati?

Il problema principale in questi giorni però riguarda coloro che il Canone lo hanno sempre evaso. Che ne sarà di loro? Sappiamo che uno degli argomenti principali a favore dell’introduzione del pagamento della tassa sulla detenzione degli apparecchi televisivi nella bolletta della luce è quello del pagare meno, pagare tutti, ovvero la riduzione del tasso di evasione del Canone dal 27% a percentuali “più europee”. Da quest’anno quindi l’Agenzia delle Entrate partirà dalla presunzione che ad ogni contratto per l’erogazione dell’energia elettrica in ambito domestico corrisponda la presenza di un apparecchio televisivo. Questo se da un lato potrebbe (il condizionale è d’obbligo) risolvere il problema dell’evasione dall’altro sta creando molti alti problemi che fino ad oggi il legislatore non è stato in grado di chiarire. Un articolo pubblicato da La legge per tutti e prontamente ripreso da molti siti e qualche quotidiano fa riferimento al fatto che grazie alla nuova modalità di riscossione potrebbero venire a galla i vecchi evasori, quelli che non pagano il Canone da anni, e che potrebbero essere automaticamente costretti a pagare tutti gli arretrati (fino ad un massimo di dieci annualità). In che modo? Il timore è che pagando a luglio assieme alla bolletta anche la rata del Canone l’evasore compia una sorta di “autodenuncia” dichiarando così al fisco che negli anni precedenti non aveva pagato la tassa pur avendo una televisione. In tal caso l’abbonato-evasore potrebbe essere costretto a corrispondere una multa salata e al pagamento di tutti gli arretrati. Ma è davvero così? Al momento né la Rai né l’Agenzia delle Entrate hanno confermato questa ipotesi e del resto la norma grazie alla quale la Rai presume l’esistenza di un apparecchio televisivo è in vigore solo a partire dal 2016, quindi Viale Mazzini non avrebbe titolo per presupporre retroattivamente la detenzione dei una TV negli precedenti. C’è da dire però che se da un certo momento in poi un abbonato ha smesso di pagare il Canone (senza presentare alcuna dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio) e da quest’anno ricomincia a pagarlo i sospetti dell’ente di riscossione potrebbero essere più che fondati. Se invece siete degli evasori puri e semplici – si stima che su 23 milioni di famiglie, solo 16 milioni siano in regola con il pagamento del Canone – allora giustamente avrete qualche motivo di preoccupazione in più. Al momento però l’unica certezza è quanto scritto esplicitamente sul sito della Rai ovvero che «il mancato pagamento del canone tv da parte di chi non e’ ancora abbonato puo’ essere rilevato in qualsiasi momento con verbale da parte delle Autorita’ di controllo. In questo caso i contribuenti devono corrispondere il canone con la decorrenza accertata nel verbale e sono soggetti alle sanzioni previste dalla legge, ammontanti nel massimo a 619 euro per ogni annualita’ evasa». Lo stesso si può dire riguardo la notizia – pubblicata in questi giorni – secondo la quale i rivenditori e i riparatori di apparecchi radiotelevisivi saranno tenuti a pagare il Canone (che ricordiamo è una tassa sulla detenzione e non sul possesso), l’unica fonte certa è sempre il sito della Rai nel quale si legge che «sono esonerate dal pagamento del canone le imprese che esercitano l’attività’ di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva. Per regolarizzare la propria posizione la Rai ha provveduto nell’anno 2003 ad inviare agli interessati un questionario da compilare e restituire alla sede Rai di competenza».

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Gli abbonamenti al canone RAI regione per regione (La Repubblica, 5 ottobre 2015)

Come ottenere l’esenzione dal pagamento del Canone?

Per fugare ogni dubbio sarà però necessario attendere almeno fino a metà febbraio, ovvero quando verrà pubblicato il decreto attuativo della Legge di Stabilità. Per il momento quindi si sa solo che tutti coloro che non detengono nessun apparecchio televisivo (sono esclusi PC e tablet purché sprovvisti di sintonizzatore e le radio ad uso domestico) dovranno presentare all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Le modalità però non sono ancora state rese note ma probabilmente saranno simili a quelle degli anni scorsi con la classica raccomandata da invitare allo sportello S.A.T. o da recapitare ad un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. In un modo analogo dovranno procedere coloro che vorranno disdire il proprio abbonamento (e in maniera simile dovranno comportarsi coloro che avevano fato richiesta di suggellamento, modalità di esenzione che non è più contemplata). La richiesta di disdetta (ancora una volta tramite un modulo che non è ancora stato messo a disposizione) inoltrata durante il 2016 sarà valida però a partire dall’anno prossimo dal momento che il termine ultimo per presentare la disdetta per il 2016 era il 31 dicembre 2015. Al momento quindi il consiglio – come confermano dal Call Center dell’Agenzia delle Entrate – è quello di aspettare la comunicazione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate in merito ai procedimenti attuativi delle nuove disposizioni per il pagamento del Canone.